Lunedì 08 Agosto 2022

Valle, silenzi e risarcimenti: lettera aperta al sindaco

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  • 01 Maggio 2018

Già due anni fa, ben prima delle elezioni dello scorso giugno di questi tempi inoltravo alla tua attenzione una lettera con la quale ti anticipavo la percezione, già evidente, di un tuo progressivo scollamento dalla popolazione e indicavo, nella composizione di una lista diversa e soprattutto più qualitativa, la possibile soluzione. Hai fatto una scelta differente, legittima, ma, a mio parere di dubbia utilità. Spero, però ne dubito fortemente, che nell’interesse di Valle Lomellina la tua seconda lista svolga il ruolo attribuitole dal corpo elettorale: l’opposizione. 
La democrazia si regge sui ruoli diversificati e paritetici dei controllati (governo) e dei controllori (opposizione), dei pesi e dei contrappesi, e il venir meno dei soggetti di vigilanza significa ridurre l’agone politico alla smorfia della dialettica e della democrazia. Senza opposizione, come tristemente presagisco, nel corso della legislatura ti troverai in seria difficoltà: le disapprovazioni sorgeranno nel gruppo di maggioranza, saranno dapprima latenti, sotto traccia, fatte di mugugni e improvvise impennate, poi usciranno allo scoperto e lasceranno una scia di irrimediabili danni politici. Penso a una delle tante conseguenze, nemmeno la più catastrofica: la difficile e fuorviante lettura da parte dei cittadini vallesi delle vicende amministrative. Focalizziamo ora l’attenzione sulla scabrosa vicenda giudiziaria che ha visto il comune di Valle Lomellina contrapposto all’architetto Marco Miconi. L’osservazione di fondo, dopo aver appurato la sconfitta giudiziaria dell’amministrazione guidata da Pier Roberto Carabelli e quantificato l’importo da versare in €. 70.900,00, riguarda il silenzio dell’opposizione consiliare formata da: William Viale, Angelina Clara Dolmark e Claudio Fassardi. Questi soggetti non svolgono nessuna azione di controllo, ma sono politicamente asserviti al gruppo di maggioranza di cui approvano tutte le decisioni senza batter ciglio. Siamo al cospetto di un comportamento per nulla dignitoso e lesivo nei riguardi dei cittadini vallesi. Ergo, considerato che i consiglieri di minoranza tacciono, come da canovaccio, le domande le formulo io.
1) E adesso, chi pagherà i danni erariali cagionati dall’amministrazione in carica?
2) Mi piacerebbe conoscere il nome dell’avvocato – investigatore di questa ridicola farsa, il Perry Mason della situazione.
3) Mi piacerebbe conoscere il Marco Tullio Cicerone “de noaltri”, che per ben due volte, in distinti gradi di giudizio, si è fatto bocciare assieme alle sue “orazioni”, prima a Pavia, poi a Milano.
4) Mi piacerebbe conoscere lo stratega di questa storia legale, il segretario fiorentino (il Macchiavelli di turno), il dottor sottile, la mente acuminata, l’Azzeccagarbugli, ovvero il probo personaggio che si è cimentato in un volo pindarico durato anni e terminato con uno schianto al suolo dove, la cervice luminosa, e le casse esangui delle finanze locali, hanno trovato il disonorevole epilogo, il buio più completo.
5) Sarebbe opportuno che Perry Mason, Marco Tullio Cicerone, il segretario fiorentino e gli allocchi committenti, mettessero mano al portafogli di famiglia, senza gravare i cittadini vallesi.

Marco Feccia

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