Mercoledì 23 Gennaio 2019

Valle: senza lavoro sono costretti a vivere in 20 metri quadrati. “Per carità aiutateci!”

“Vi prego aiutateci”. Il grido di dolore arriva da una coppia, Savino Di Leo e Angela Troisi, che da tempo vive in una stanza di 20 metri quadri ospitata da un amico. Ma tra poco i due dovranno andarsene, non hanno un lavoro e sembra che dal Comune o dalla parrocchia non ci siano appartamenti per loro, né aiuti concreti di nessun tipo per via delle casse sempre vuote. 
Accade anche questo nei piccoli paesi rurali, in cui l’unico modo per stare in piedi è il sostegno del vicinato, una “rete” di solidarietà che permette di tirare avanti con pasti caldi e letti di fortuna. Ma un’esistenza del genere, specialmente se l’età non è più verde (lui ha 58 anni, la compagna due in meno), non è sostenibile per troppo tempo. 
“Ero muratore e capo cantiere a Pavia in una ditta edile – racconta Savino Di Leo – ed ho sempre lavorato. La ditta ha chiuso nel 2003 e da quel momento, nonostante io abbia cercato dappertutto, non sono più riuscito ad avere un’occupazione stabile a causa della mia età. Quello era sempre il problema. Quando ho perso il lavoro i miei 3 figli mi sono stati portati via e sono stati dati in ado. Nel frattempo ho fatto il giardiniere, l’imbianchino, l’elettricista, le pulizie, sempre in nero presso privati. Le paghe erano sempre basse, poi ho perso anche il mezzo per spostarmi. A maggio sono stato alcuni giorni senza mangiare, non mi sono mai fermato, ho cercato qualcosa da fare in ogni modo, ma più invecchio più le speranze diminuiscono”.
Anche la sua compagna, con cui ha una relazione da 12 anni, ha vissuto la stessa parabola, prima stirava, faceva le pulizie, assisteva un’anziana. Adesso niente, Soltanto l’aiuto di alcuni vicini di casa gli ha permesso di non morire di fame. 
“Ci vogliamo bene e ci facciamo forza a vicenda – proseguono – in una vita fatta di fame e di tristezza. Per fortuna alcuni abitanti di Valle, quando riescono, fanno una piccola colletta per riuscire a comprare del cibo. Non si può spiegare a chi non lo prova il concetto di “non avere niente”, è un vuoto che opprime”. 
I due, che da qualche tempo sono ospiti a Valle da un loro amico in una stanzetta di 20 metri quadri, dovranno andarsene il prima possibile perché questa persona non riesce più a tenerli in casa. Ma dove? Si accontenterebbero di un appartamento in comodato d’uso o con un atto basso, vivendo nella speranza che qualcuno (senza sapere chi, senza sapere come) possa orirgli un’occupazione.
“La casa dove siamo adesso –prosegue lui – un tempo era mia. Poi l’ho persa insieme al lavoro. Noi vogliamo solo lavorare, poter pagare un atto e un’automobile per spostarci. A Valle senza auto non vai da nessuna parte, il trasporto pubblico è molto limitato. Io sono un muratore, ma farei qualsiasi cosa viaggiando anche in bicicletta, col caldo e col freddo. Non siamo più giovani, dopo anni bruttissimi credo sarebbe giusto avere anche noi un po’ di serenità”.
Una serenità che, almeno per ora, non sembra poter arrivare dalle istituzioni. Secondo Savino Di Leo e Angela Troisi né l’amministrazione né la parrocchia sembrano poterli aiutare: nessuno dei due avrebbe case o posti di lavoro da orire, soprattutto a persone non automunite. “Riguardo agli aiuti alimentari – conclude la coppia – il parroco ci ha consigliato di recarci alla Caritas di Mede, perché lui adesso non ha nulla”. 
Il Natale per questa coppia sfortunata, che può nutrirsi solo del sostegno che si danno a vicenda, sembra essere un altro periodo disperato.
 

Davide Maniaci © Riproduzione riservata