Lunedì 08 Agosto 2022

Valle: la lettera di Roberto Rotta

Egr Direttore, in riferimento alla situazione politico-amministrativa di Valle Lomellina, le chiedo gentilmente ospitalità sul Suo settimanale per poter esprimere alcune considerazioni. Ho letto con interesse il dibattito su queste colonnetra Lei e l’amico Marco Feccia. Implicitamente, mi sono sentito tirare in ballo circa il fatto che l’anno scorso non si è riusciti a presentare alcuna lista alternativa a Carabelli. Molto semplice la motivazione (non dico giusta): nessuno voleva diventare sindaco per non dover poi pagare i debiti accumulati dall’amministrazione uscente! Questi passivi (non solo la questione Miconi, evidenziata recentemente con la relativa sentenza, ma i circa 400.000 euro del Clir per es.) non sono causa dei tagli dello stato ai comuni, come ha più volte sottolineato il nostro Sindaco, ma il frutto di un’inadeguata azione amministrativa dell’attuale compagine. Sapevamo tutti che un qualsiasi candidato sindaco, che fosse stato almeno politicamente presentabile (per “politicamente” intendo con un minimo di credibilità nel ricoprire l’incarico di candidato sindaco e successivamente di primo cittadino), avrebbe vinto senza problemi. L’impopolarità del sindaco l’ha capita persino lo stesso interessato, il quale ha organizzato una lista civetta che aggirasse il problema “Quorum”. In altri comuni si è infatti presentata una lista sola, ma senza ricorrere a questo escamotage (Frascarolo per es.) e in seguito i cittadini in quella realtà premiarono il sindaco in carica. Tenga conto, Direttore, che il partito per antonomasia avversario di Carabelli doveva essere il PD, il quale però chiuse i battenti in paese. Io, per quanto concerne la tornata amministrativa dell’anno scorso, ho la coscienza a posto, in quanto, già per due volte, mi sono presentato candidato sindaco: nel 93 e nel 2002. E, tutti coloro che parteciparono a quelle trattative, possono testimoniare che non fui io a volere questa incombenza, in quanto altri erano i miei candidati, i quali però preferirono tagliare la corda, mi scusi l’espressione. Come segretario di sezione, mi assunsi quella responsabilità, per cui ora io dico: signori concittadini, per la carica di candidato sindaco io ho già dato! (qualcuno ci riprovò con me l’anno scorso!).Tuttavia desidero fare un po’ di autocritica, necessaria per tutti, soprattutto per coloro impegnati in politica, anche ai livelli più bassi. Non dovevo accettare, come responsabile locale dell’UDC, di appoggiare Carabelli nel 2012 accettando il “confi no” in biblioteca, perché personaggio scomodo. In biblioteca sono contento di aver realizzato con Feccia ed altri, importantissime iniziative da far invidia a qualsiasi comune, ma sbagliai nella scelta politica. Rompendo defi nitivamente con la sinistra locale e nazionale (e poi, su questo argomento, se me lo consentirà, potrei scrivere un altro articolo in futuro), la compagine di Carabelli risultava la meno distante da quella del mio partito e, pensai, di poter off rire un contributo al mio paese da posizioni non più di minoranza, ma nell’ambito della maggioranza. Il primo cittadino promise a me ed altri di fare i “Consiglieri del Sindaco” e approvò persino una delibera di Giunta, ma non riunì mai una sola volta quella specie di comitato formato da più persone. In seguito mi dimisi da questo fi nto ruolo e feci lo stesso in biblioteca nell’autunno di due anni fa. Non volevo più avere a che fare con questa amministrazione! Perchè non prima? Per la semplice ragione che c’erano diverse iniziative in cantiere in cui mi vedevano referente. Cosa desidero per me nel futuro politico di Valle? Poco, se qualche candidato sindaco (se emergerà,in quanto a parlare sono tutti capaci) vorrà, potrei al massimo entrare in lista senza chiedere alcun ingresso in giunta. Come professore di scuola, penso di poter risultare utile per il settore cultura e, dopo 17 anni di opposizione consecutivi, credo di avere qualche esperienza in più di chi non si è mai seduto sui banchi consigliari. Ad ogni modo, continuerò comunque a fare politica nel mio.


Roberto Rotta 


Stimati Roberto Rotta e Roberto Bertassi, anzitutto vi ringrazio di cuore per le vostre lettere che, insieme a quelle di Marco Feccia, finalmente accendono un dibattito politico serio in un centro di primaria importanza per la Lomellina. E in Lomellina quando si spengono i riflettori del dibattito politico succede di tutto. Preso atto della grande differenza tra la vostra (di Bertassi e Cucculelli) opposizione e l’attuale, non si può che ribadire, come fatto a Feccia, che questa non è una minoranza intesa come opposizione, ma una lista che, rispettando la legge vigente, è nata in supporto alla maggioranza di Roberto Carabelli. Dunque se voi vi aspettate che faccia opposizione significa che state coltivando una pia illusione. Però, stimati Roberto Rotta e Roberto Bertassi se Roberto Carabelli, nonostante tutte le vostre considerazioni è oggi il sindaco di Valle, credo significhi che quelli che avrebbero voluto essere una alternativa hanno fallito. E credo che se voi, che vi presentate come oppositori a Carabelli, aveste il coraggio di riconoscere almeno un pochino che si sono fatti errori, magari questo sarebbe il punto di partenza per creare una alternativa, per avviare a Valle un’attiva presenza dei cittadini nelle “cose” del palazzo. E questo, permettetemi, significa che quel Carabelli, che voi dipingete come un concentrato del peggio degli errori umani, in realtà vi ha strapazzato alle elezioni. Questo è, senza dubbio. Perché non solo Carabelli è il sindaco, ma voi (per paura di perdere o di vincere non cambia nulla) non siete riusciti a fare una lista di opposizione. Ammesso che sia possibile pensare di vedere Roberto Rotta, Roberto Bertassi e Marco Feccia in una alleanza politico – amministrativa. Resta il fatto, inconfutabile, che Valle è in questa situazione e chi fa politica non può pensare di andare al timone solo quando va tutto bene e scappare quando la nave traballa. Pensate alla Raggi, sindaco a Roma cosa si è trovata ad affrontare, nel mezzo delle pernacchie di opposizioni che hanno fatto disastri inenarrabili. Per non parlare della stampa “di regime” che bolla ogni iniziativa che non è frutto del patto Renzi – Berlusconi come una solenne ca...volata. Pensi solo alla storia delle pecora da impiegarsi nei parchi. La proposta è della Coldiretti, che certamente capisce più di ambiente dei buffi editorialisti del Giornale o di Repubblica. Però nessuno lo dice e tutti sbeffeggiano il sindaco. Patetico. Ma tornando qui, il problema di base è che la Lomellina (non certo Valle), come scriviamo da anni, vive una situazione durissima per colpa di amministratori poco capaci, che restano tranquilli a fare quello che si sono dimostrati di non essere in grado di fare. Cantando un solo ritornello: “Non abbiamo soldi”. E questa, credetemi, è l’unica vera fortuna rimasta a noi cittadini esausti di pagare tasse inutili.


Giovanni Rossi

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