Giovedì 18 Luglio 2019

Un’estate tra pirati e immigrati

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  • 03 Luglio 2019

Il quotidiano che, di fatto, ha disegnato un partito politico, che ha, di fatto, stracciato ogni concetto di informazione slegata dal capitale, pochi giorni fa titolava a caratteri cubitali “Forza Capitana”. E la “capitana” è la ricca ereditiera che è a capo della nave olandese “Sea Watch” che si aggira nel Mediterraneo a caccia di potenziali immigrati, addirittura con il supporto di due aerei. 

Un titolo non titolo, una scesa in campo degna di quei raccapriccianti titoloni di Libero che inneggiavano a Silvio, proprio con dei pirotecnici “Forza Silvio”. 

Titoli che nulla hanno a che vere con il giornalismo, con l’informazione, ma che sono solo proclami di appartenenza, dimostrazione di supina accettazione della linea del padrone, come un rutto sparato in prima pagina per far capire che il pranzo offerto dal padrone è ottimo e abbondante.

Alla faccia dei giornalistoni che infestano di teorie un mondo dove conta solo la fedeltà.

Rispondendo all’appello del “partito – Repubblica” subito è partita all’arrembaggio della nave una pattuglia di parlamentari del Partito democratico annunciando che sarebbero scesi solo dopo gli immigrati. Ostaggi degli ostaggi.

Un problema vero o gonfiato? Un caso piuttosto comune di un rampollo di una famiglia facoltosa che decide di rompere la sua noia cercando emozioni forti?  

Certo, ma resta il fatto che il nodo dell’immigrazione clandestina che la sedicente sinistra pone volutamente al centro di una polemica politica senza fine riguarda ognuno di noi, ogni giorno, perché volutamente quella politica  rinuncia al suo ruolo per tuffarsi (è il caso di dirlo) tra le braccia di chi vuole guadagnare sul traffico di esseri umani.

Perché questo è un traffico di esseri umani portati in Europa senza alcuna speranza di uscire dallo sfruttamento, che sia la raccolta di pomodori in condizioni disumane, oppure l’entrata nel mondo dello spaccio o della prostituzione. Questa è la storia di africani caricati a calci nel sedere su gommoni bucati per alimentare una schiavitù del terzo millennio. Questo è.

Ma allora perché? E quante altre migliaia di voti porterà al governo Movimento 5 Stelle – Lega questo buffo arrembaggio di questi ricchi signori che avrebbero dovuto, magari, andare a protestare di fronte alla sede del Consiglio superiore della Magistratura, dove si è scoperto un traffico di giudici “amici” in cui il direttore d’orchestra era un tale Luca Lotti, ministro del governo Renzi, controfigura politica di Renzi, al centro del cosiddetto “Giglio magico” dei fedelissimi dell’ex ragazzo prodigio del partito costruito da Berlinguer e distrutto da questi “pirati” in cerca di emozioni.

Emozioni mediterranee che possano distrarre la sparuta pattuglia dei sostenitori della pirateria immigratoria dai reali problemi italiani e soprattutto da una svolta europea in atto, dopo il voto delle recenti consultazioni elettorali. Per dimenticare che la pacchia dei lussemburghesi che guidavano l’Unione europea per fare gli interessi del loro paradiso fiscale è finita, per dimenticare che in Francia il povero Macron è finito in minoranza e che in Germania la Merkel ha già fatto le valigie. 

La realtà della politica italiana vede invece due forze politiche, così diverse da essere molto simili, ottenere straordinari risultati, sia sul piano nazionale che internazionale. Basterebbe ricordare lo spostamento dell’economia dalla finanza ai cittadini, l’introduzione di leggi che combattono le disparità sociali che strangolano la nazione, fino ad arrivare proprio alla strategia vincente sull’immigrazione che ha costretto nazioni che degli immigrati se ne sbattono a dover accettare di fare la loro parte. 

Proprio il caso della capitana – riccona ne è la dimostrazione, visto che cinque nazioni si sono finalmente messe in lista per accogliere gli africani. E questo è un successo straordinario proprio della linea Salvini – Di Maio sull’immigrazione clandestina.

Ma non fa bene all’Italia che i parlamentari della sedicente sinistra se ne vadano all’arrembaggio di una nave olandese (gestita da mercenari) come massimo del proprio impegno politico. La sinistra italiana avrebbe un grande spazio di analisi e proposta, di impegno su tematiche che non devono per forza essere di scontro, ma anche di collaborazione con la maggioranza di governo. Ovviamente a patto di non sottostare ai diktat dei finanzieri che rappresentano lobby economiche spregiudicate, come quella israeliana. Ovviamente a patto che il segretario ombre della sinistra non sia un ex imitatore che vive a Parigi e stacca alla Rai (televisione di Stato) contratti multimilionari: ogni riferimento a Fabio Fazio è casuale.

Un esempio di assenza della sinistra? Basterebbe citare il caso dell’ambiente, dove i governi sedicenti di sinistra hanno dato il via libera ai cantieri più devastanti sul piano ambientale, hanno sottoscritto trivellazioni petrolifere ovunque, hanno assecondato le multinazionali più inquinanti del mondo (il caso Ilva si commenta da solo). Insomma la sinistra non riesce più a farsi portavoce di quell’aspettativa su nuovi modelli di sviluppo che è indispensabile in tutto il mondo, Italia compresa. Anzi a livello nazionale il Partito democratico ha scelto di farsi portavoce delle più ottuse scelte programmatiche: basterebbe osservare cosa è successo per la Tav in Val di Susa, una valle tradizionalmente partigiana e di sinistra, dove il Pd è stato il più accanito sostenitore di un’opera che certamente non rispetta in alcun modo l’ambiente.

Come ne esce la sinistra da questo cortocircuito? 

Quando si sbarazzerà di pirati, marinai e ricconi in cerca di amicizie altolocate. La sinistra sarebbe stata la parte del popolo, delle periferie, dei diritti dei deboli. Oggi rincorre la Capitana. 

Che peccato.



Giovanni Rossi © Riproduzione riservata