Giovedì 22 Agosto 2019

Una rotonda e il solito chissenefrega

Poco più di un paio di mesi fa vi avevo scritto a proposito di una rotonda pericolosa in zona Candia, e avete dedicato uno spazio sul giornale, per il quale vi ringrazio. 


Tuttavia non è bastato ai nostri pavidi amministratori per intervenire, dato che la situazione non è migliorata, come dimostra la foto che vi allego e che ho scattato domenica scorsa. 


È davvero indecente lasciare in un punto già pericoloso in sè dei cartelli che non indicano nulla, dato che le scritte sono sbiadite totalmente! 

Anche alla luce dei recenti incidenti mortali successi negli scorsi giorni, ho ritenuto opportuno denunciare nuovamente la cosa, se non altro perché il senso civico dovrebbe imporlo ad ogni cittadino della nostra comunità.Grazie ancora per la vostra attenzione.


Stimato signor Gaggianese, ma quanto è ingenuo! 

Ma come, intervenire? Ma sta scherzando? Il potere si esercita non certo rispettando le aspettative di chi lo concede. Queste erano cose del passato remoto, oggi no, oggi appartenere alla casta dei politici significa ignorare del tutto quello che i cittadini si aspettano. In più lei ha avuto l’indecenza di scrivere a un giornale e dunque è doppiamente meritevole di essere del tutto ignorato. Non mi dica che non lo sapeva? Ma lei in che mondo vive?

Oggi i cittadini servono solo alle elezioni, quando si trovano per i piedi flotte di aspiranti potenti, di personaggi alla ricerca dei soldini che generosamente toccano a chiunque si metta in rampa di lancio verso la galassia dorata del potere politico. Poi no. 

Poi la gara è a ignorare le aspettative dei cittadini, così la prossima volta che si vota si può andare a chiedere il voto per fare quello che non si è fatto. E’ matematico.

Ma il bello è che i cittadini li votano, Vede, questo è il vero mistero di questo meccanismo. 

Che poi mistero non è del tutto.

La mia opinione è che i “talenti” che si dedicano oggi alla politica, sulla spinta della ricerca di soldi, partecipino in una sorta di gara al contrario, una classifica che inizia dalla fine, in modo che i cittadini in effetti non possano che trovarsi amministrati da personaggi che non hanno alcuna intenzione di ascoltarli. 

Insomma, parliamoci chiaro:

1) non pensi che sia solo lei ad accorgersi della situazione che ci mostra nella foto

2) per mettere a posto la situazione quanto ci vuole? Un’ora? Due? Insomma fa ridere che non si riesca a fare un lavoretto del genere.

3) Allora perché?

E torniamo all’inizio. Sarebbe assurdo abituare i cittadini ad occuparsi dei loro problemi. Si metta nei panni dell’esercito infinito di politici che si nutrono della cosa pubblica. Nutrono legalmente, si intende! Ma come è possibile che risolvano un problemino tanto semplice? 

E per di più suggerito, mi permetta da uno qualsiasi.

Ecco perché la rotonda resta invasa dall’erba, le strade restano piene di buchi, chiudono i pronto soccorso, le poste, le banche, ecco perché i treni non partono, perché bruciano i rifiuti e nessuno paga. 

Potremo andare avanti parecchio, ma non cambierebbe nulla.

Senza esagerare oggi possiamo dire che l’amministrazione della cosa pubblica viaggia su un suo binario, avulso dal “cittadin pensiero”. Le logiche che guidano le casse della pubblica amministrazione sono ancora più oscure, con fiumi di soldi che non si sa perché vanno in una certa direzione e che mai, dico mai, hanno poi una verifica dell’effetto ottenuto. 

E lei, signor Gaggianese, crede che con tre righe scritte a un giornale locale si possano risolvere i problemi? 

Ma non le sembra di esagerare? Anzi, ma come si permette?

Lei si tenga la sua rotonda invasa dell’erba e si prepari a votare chi le verrà a raccontare che l’erba verrà tagliata. Per poi evitare scrupolosamente di tagliarla.

Non le sembra abbastanza?

Giovanni Rossi


Davide Gaggianese © Riproduzione riservata