Martedì 10 Dicembre 2019

Una nuova stella sotto il cielo della Lomellina

Prima di entrare in campo bacia il terreno e si fa il segno della croce. Un rito scaramantico, una preghiera affinché tutto vada per il verso giusto. Tatiana Bonetti, classe 1991, ha ripetuto questo gesto per centinaia di volte su diversi campi da calcio. L’attaccante della Fiorentina è nata e cresciuta in Lomellina dove, a soli 2 anni, ha cominciato a calciare il pallone, emblema della sua futura carriera.

“Il calcio per me è tutto – commenta la giovane calciatrice di Gambolò – e ormai è diventato parte di me. Senza il calcio non mi sentirei la stessa persona, sarei sicuramente più triste e forse anche vuota. Il mio rapporto con questo sport è iniziato quando ancora ero piccola. Mi piaceva moltissimo giocare e addirittura insistevo per dormire con il pallone vicino. Ma i miei genitori erano combattuti e insicuri sul mandarmi in una scuola calcio. Venti anni fa più che ora il calcio era considerato uno sport prettamente maschile: avrei dovuto allenarmi con i ragazzi e mi sarei stancata subito, pensavano. Complice anche il mio maestro di scuola che, notando il mio talento, ha voluto incentivare l’iscrizione in società, sono riuscita a iniziare un percorso calcistico che ancora oggi porto avanti”. I primi passi per la realizzazione di un sogno, alternandosi tra le squadre di Gambolò e Corsico. Tatiana Bonetti ora sfoggia un palmares da invidia, tra cui anche un oro agli Europei di calcio femminile under 19 del 2008. “I miei genitori sono stati i principali sostenitori di questa carriera – prosegue l’attaccante della Fiorentina – e fin da subito hanno fatto di tutto perché potessi vivere al cento per cento la mia passione. A 15 anni sono stata convocata in Nazionale under 16. Per arrivare più preparata alle partite con l’Italia avrei voluto allenarmi con una squadra di livello superiore rispetto a quella in cui già giocavo e per questo ho fatto un provino nella Riozzese. Il piano originale era che continuassi a giocare nel campionato del Primavera mentre mi sarei allenata anche con le compagne della serie A. Dopo la partita di prova i tecnici mi hanno annunciato che l’idea originale sarebbe stata scartata: il campionato di serie A mi chiamava e io non avrei potuto farlo attendere”.

Un’inaspettata avventura in prima categoria per la giovanissima calciatrice che, a soli 15 anni, ha visto realizzarsi un primo grande sogno. Dopo due brillanti stagioni, segnando alcuni tra i più importanti gol del campionato, a 17 anni Tatiana Bonetti si è trasferita a Udine. Squadra nuova, città nuova. Non ancora maggiorenne, la calciatrice gambolese ha accettato la proposta del Tavagnacco, ha preparato le valige ed è partita per una nuova avventura.

“Vivevo con le compagne di squadra lontano da casa – ricorda Tatiana Bonetti – e ho passato il primo anno al limite della nostalgia. Quando scendevo in campo, però, tutti i tristi pensieri svanivano e rimanevamo io, il pallone e quel campo pieno di emozioni. Con il Tavagnacco sono salita per ben due volte sul gradino più alto della Coppa Italia”. Alla ricerca di nuove esperienze e di nuovi stimoli che potessero tener viva l’adrenalina, Tatiana Bonetti ha cambiato altre due società, trascorrendo due anni di campionato al AGSM Verona, per poi spostarsi nella Fiorentina, con cui attualmente sta giocando. “In questi anni – spiega Tatiana Bonetti – ho collezionato ricordi ed emozioni. Sono contenta per tutto ciò che ho raggiunto ma ancora non mi basta. Vorrei non dovermi mai fermare e, in effetti, penso che il mio rapporto con il calcio sia destinato a durare. Non ho mai pensato di mollare, mai di cambiare vita, nonostante gli ostacoli e i numerosi, inevitabili, infortuni. Amo il calcio come se fosse il mio uomo e di lui non mi stancherò mai”.

Michela Poni © Riproduzione riservata