Venerdì 22 Novembre 2019

Un anno fa il primo rogo alla ditta Bertè. Tutto come prima, qui si deve fare festa!

Sono passati dodici mesi da quella mattina del 6 settembre 2017 quando tutta Mortara, e non solo, si è risvegliata in un incubo fatto di fuoco, fumo e di un odore nauseante.
Per i Vigili del Fuoco, arrivati da tutta la provincia, ci vollero sette giorni di duro e intenso lavoro per domare le fiamme divampate presso il deposito rifiuti della Eredi Bertè. Ma da quei drammatici giorni nulla sembra essere cambiato. Che, ad un anno di distanza dal rogo in via Fermi, tutto sarebbe rimasto uguale lo si poteva già sospettare a pochi giorni di distanza da quel 6 settembre. 
In quei giorni, per non rovinare il clima obbligatorio di festa per la Sagra dell’Oca, il mondo della politica ha chiuso gli occhi davanti al problema ambientale che affligge il territorio e non li ha più riaperti. Nel frattempo le macerie sono rimaste accatastate fino al 22 giugno del 2018, in occasione del secondo “barbecue”. Poco più di due mesi fa ancora fiamme, ancora fumo, ancora diossina fuori dai limiti. Ma, come si sono sempre affrettate a rassicurare le autorità competenti in materia, limiti superati di poco e per un lasso di tempo limitato. Niente a confronto degli incendi estivi delle sterpaglie, vera causa, secondo uno studio di Arpa, della presenza di diossina in provincia. ù
Così, mentre tutto rimane in attesa di una messa in sicurezza di cui non si sa nulla è già ora di pensare alla festa settembrine e tornare a chiudere gli occhi. 

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