Lunedì 26 Ottobre 2020

Un amore mai sbocciato in piazza del teatro. Il sondaggio in rete: i mortaresi bocciano le palle

Che  palle quelle palle! Le sfere tondeggianti di granito di Montorfano proprio non vanno giù ai mortaresi. Un amore mai sbocciato e, a giudicare dalle opinioni dei residenti, una simpatia mai nata neanche come semplice rassegnazione alla loro presenza. Molto meglio una fila di alberi che correva parallela a corso Garibaldi e i parcheggi in piazza Vittorio Emanuele II. Questo è il risultato del sondaggio condotto sulla pagina Facebook de Il Nuovo Lomellino: l’88 per cento dei votanti preferiva la piazza come era prima dell’intervento di riqualificazione voluto dalla giunta Robecchi ter, anno di grazia 2010. Già all’epoca molti si lamentarono per il costo dell’arredo urbano: ogni palla fu infatti pagata 600 euro. E ne hanno installate una cinquantina. Oltre a una manciata di lampioni sparsi per la piazza attorno a una fontana “a raso” mai utilizzata. Pare avesse la possibilità di essere programmata con una miriade di giochi d’acqua, ma in realtà non è mai stata utilizzata. Qualcuno dice perché si intasano le pompe quando i mozziconi delle sigarette finiscono nelle griglie per il riciclo dell’acqua. Sarà! Sta di fatto che oggi resta desolatamente spenta. A differenza delle palle, che quelle… girano! Soprattutto al popolo del web. Gli internauti, infatti, preferivano di gran lunga la piazza prima dell’arrivo delle ruspe robecchiane. L’intervento di riqualificazione, infatti, coincise con il “sacrificio” di una ventina di posti auto “a strisce blu” davanti al teatro. Un sacrificio compensato dalla realizzazione di nuovi posti auto tra il teatro e palazzo Lateranense, posti che avrebbero potuto sommarsi a quelli già esistenti in piazza: 40-50 stalli “a pagamento” che avrebbero potuto andare a servizio del commercio locale. A otto anni di distanza, sondaggio alla mano, i mortaresi dimostrano di non aver ancora digerito una scelta urbanistica che fece storcere il naso sin da subito. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata