Venerdì 07 Agosto 2020

Tutti d’accordo: “Qui non vogliamo le antenne 5G”

Finalmente anche in Lomellina un Comune ha il coraggio di deliberare contro l’installazione dei ripetitori 5G. Lo fa Castello d’Agogna, nonostante non sia uno dei centri designati per l’installazione dei nuovissimi “antennoni”. Verranno messi, anche se non si sa quando, a Rosasco e a Cergnago.

La delibera con la moratoria arriva pochi giorni dopo l’interessamento della minoranza: Roberto Mazzini ed Elena Milesi (Crescere uniti per Castello) chiedevano con un’interpellanza che l’amministrazione comunale si schierasse e dicesse “no” all’arrivo di questa tecnologia che ha ancora tanti punti oscuri, non ultimo l’effetto sulla salute umana. Ma secondo il sindaco questa mossa dell’opposizione non c’entra proprio niente. La moratoria sul 5G era in ballo da mesi. 

“In realtà noi – dichiara il sindaco William Grivel – stavamo già valutando da molto tempo questa delibera di giunta. Non sapevo di essere il primo in Lomellina e neanche mi interessa molto. Non voglio che la moratoria sia intesa come un “no” definitivo, è un atto come quello fatta in tanti altri centri e vuole essere solidale con quei paesi che si beccano queste antenne come un’imposizione dall’alto. La speranza è che queste tante adesioni vengano portate sul tavolo del Ministero della salute e che vengano fatti tutti gli approfondimenti e gli studi possibili a riguardo. Altro discorso è il 4G: verrà installata un’antenna in un terreno comunale. L’alternativa sarebbe stata avere la stessa antenna a dieci metri di distanza, in un’area privata. Non sarebbe cambiato niente, almeno così il Comune può ricevere dei soldi”. 

Nel prossimo consiglio comunale del 20 dicembre, quindi, si discuterà di un’interpellanza della quale c’è già una risposta formale. La tecnologia 5G, che permetterà alla rete internet di viaggiare a velocità finora impensabili, è in fase di sperimentazione dal 2017. L’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni ha scelto 120 piccoli centri-pilota dove installare le prime antenne. La provincia di Pavia è quella in Lombardia che ha più paesi di tutti, otto, sui 15 dell’intera regione. Soltanto la provincia di Alessandria in Italia ci eguaglia. La potenziale nocività di questa tecnologia non è provata né smentita. Per questo gli scettici sono allarmati: per obbligare milioni di persone a convivere con delle onde elettromagnetiche, bisogna prima essere sicuri che non facciano male in nessun modo. 

“Questa amministrazione – si legge nella delibera del comune di Castello d’Agogna – esprime opposizione preventiva all’attivazione sul territorio di questi impianti, fino a quando non saranno esclusi gli effetti nocivi per la salute”. 

Le moratorie firmate dalle varie amministrazioni sono centinaia in tutta Italia. Gli unici altri due Comuni in provincia di Pavia ad aver già deliberato a riguardo sono Monticelli Pavese il 26 luglio e Santa Cristina e Bissone il 20 settembre.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata