Martedì 19 Novembre 2019

Trenta cani vivevano come in un lager

Non solo i gatti mutilati, anche i cani maltrattati. In un paese in cui senza dubbio gli animali domestici sono più degli uomini (il conteggio degli abitanti si ferma solo a 98) emerge un altro caso di violenza su bestie indifese.  Un cittadino deteneva una trentina di cani senza rispettare gli standard minimi per garantire il loro benessere. Violava le norme vigenti in materia di custodia di animali.

La vicenda è emersa a neanche tre mesi da quella dei gatti, denunciata dalla Lega Anti Vivisezione dell’Oltrepò. Una delle colonie feline più fiorenti della Lomellina era stata decimata ad agosto, tra mutilazioni e presunti bocconi avvelenati (di cui però le analisi non hanno fornito prove certe). 

Il proprietario dei cani invece ha un nome e un cognome, e vive a Velezzo. Da molti è stato indicato a suo tempo come uno dei più solerti difensori dei gatti. Predicava bene e razzolava malissimo. La storia dei cani, invece, è emersa solo ora nonostante in paese la conoscessero in tanti.

“Insieme ai carabinieri di Zeme e a un medico di Ats – dichiara il sindaco Luigi Pasqualetto (nella foto) – già ad agosto avevamo ispezionato la casa di questa persona. Questa visita è stata stranamente osteggiata da un’associazione che si occupa della tutela degli animali. Poi la direzione centrale di Ats ha disposto lo sgombero degli animali da quella abitazione. Le irregolarità erano evidenti e insanabili, e riguardavano sia la precarietà dell’edificio sia la custodia di quei poveri cani. Per questo abbiamo ritenuto necessario che la custodia di questi animali fosse affidata ad Ats, non alla Lav”.

In altre parole proprio la Lav, secondo il primo cittadino, non pare abbia denunciato con fermezza la scoperta dei trenta cani custoditi in condizioni pessime. Il motivo ancora non è dato a sapersi.

“Questa vicenda – aggiunge Pasqualetto – insegna che le corrette valutazioni delle istituzioni sono le uniche in grado di risolvere le situazioni. Siamo stati investiti di responsabilità che non ci appartenevano, e ci hanno rimesso solo gli animali”. 

Ovviamente la versione della Lega Anti Vivisezione è un po’ diversa. 

“Conoscevamo da subito la situazione dei cani – dichiarano dalla Lav – ma era meno urgente di quella dei gatti, vittime di trappole e di avvelenamenti da parte di un folle. Presto daremo un resoconto anche riguardo alla situazione dei 30 cani detenuti in modo non idoneo”.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata