Sabato 07 Dicembre 2019

Trasporti: Mortara - Milano, un anno da dimenticare

solo nello scorso mese 65 ore di ritardo accumulate

In 12 mesi, 5 sono solo di ritardi. I dati parlano chiaro, i pendolari sono al limite della sopportazione e Trenord non potrebbe fare di peggio. Una situazione davvero intollerabile e che i pendolari affrontano ogni giorno per poter andare a lavorare o studiare. Inoltre, questi sono solo i dati di dicembre, ed anche nei mesi precedenti, soprattutto in estate, la situazione era molto simile.

Nel solo mese di dicembre si sono verificati ritardi per un totale di 3868 minuti, pari a 64 ore e 28 minuti, considerando tutti i treni anche quelli non in orario relativo ai viaggi dei pendolari con una aumento di 956 minuti rispetto al dicembre 2017. Il ritardo medio di 5,73 minuti mensile ha avuto un massimo di 25 minuti lunedì 24 dicembre con 6 treni soppressi e 2 soppressi parzialmente. Si considerano 45 treni al giorno ed i dati provengono dal sito viaggiatreno.it. Durante il mese di dicembre sono da evidenziare i disagi di martedì 4, nel quale sono stati soppressi ben due treni. Un altro esempio è successo martedì 11 dicembre, quando un treno arriva in ritardo alla stazione di Vigevano e lì viene soppresso per guasto alla motrice ed i viaggiatori già a bordo sul binario 1 sono dovuti scendere, uscire dalla stazione e raggiungere il binario 2-3 per salire sul treno successivo, ovviamente sovraffollato. Venerdì 14 dicembre c’è stato un guasto agli impianti della stazione di Abbiategrasso al pomeriggio, alla mattina due treni hanno subito ritardi di circa 30 minuti. Mercoledì 19 si sono verificati forti ritardi in orario di ritorno di molti pendolari dal lavoro per guasto agli impianti della stazione di Albairate e lunedì 24 dicembre si è raggiunto il massimo mensile dei ritardi al pomeriggio per un guasto agli impianti tra le stazioni di Gaggiano ed Albairate.

“Sono dati che parlano da soli – esclama Stefano Garza, referente per i pendolari della linea ferroviaria Mortara – Milano - E parlando con il personale stesso di Trenord, ovvero con l’amministratore delegato, c’è sempre il solito problema dello scaricabarile, ovvero che nessuno si vuole mai prendere la responsabilità dei problemi e nessuno vuole prendersi l’impegno di iniziare a risolverli. Bisogna sempre star lì ad aspettare, e questo crea problemi”.

I ritardi giornalieri maggiori si sono verificati il giorno 19 ed il giorno 24 in giorni in cui si sono verificati guasti agli impianti, ovvero un guasto ad Albairate il 19 e un guasto tra Gaggiano ed Albairate il 24. 2 volte su 4 i ritardi si sono verificati per guasto agli impianti in stazioni della S9 ed hanno colpito pesantemente i treni della linea regionale Milano-Mortara. A Vigevano i viaggiatori in discesa dai treni in arrivo al binario 2 sono costretti a mettersi in fila per discendere le scale per il sottopasso. Ed in più, in caso di forti ritardi sulla S9 che pregiudicano l’arrivo del treno ad Albairate i viaggiatori sono costretti ad aspettare il treno in arrivo sul binario e manca la sala d’attesa, biglietteria, toilette e gli ascensori sono guasti.

Per quanto riguarda Trenord, l’accorciamento di treni ed il sovraffollamento, impediscono delle volte ai passeggeri di salire con le biciclette.

“Per i guasti alle infrastrutture la colpa è di RFI – continua Stefano Garza - mentre quando ci sono ritardi e la colpa è di Trenord tutto tace. I treni ovviamente sono sempre affollati negli orari di punta e sui treni dopo quelli soppressi. Quando ci sono questi episodi, a Vigevano soprattutto, sembra di stare in una scatola di sardine. I treni su cui viaggiamo hanno 40 anni di servizio e da settembre 2018 i prezzi sono leggermente aumentati, però il materiale è sempre lo stesso. Gli abbonamenti aumentano ogni anno di circa un euro in più, ma i treni sono sempre i soliti di quarant’anni fa. È davvero vergognoso”.


Martina Girgis © Riproduzione riservata