Giovedì 03 Dicembre 2020

Topi tra i rifiuti? Scatta l’allarme, o è solo psicosi?

I cassonetti pian piano se ne stanno andando, ma a Garlasco spunta un altro problema, che molti legano alla differenziata: i topi. In realtà quest’aumento di topi è stato segnalato anche a Pavia, e proprio in questi giorni la cosa è stata ripresa addirittura da testate nazionali come “Il Fatto Quotidiano”: c’è un aumento di topi e di blatte addirittura nel centro storico di Pavia. Si parla persino di rischio peste bubbonica, quasi fossimo tornati nel medioevo.

Però l’aumento dei topi è stato notato anche a Garlasco. “In dieci anni non ne ho mai visti – racconta una signora che è stata involontaria testimone – e proprio ieri ne ho visti due nel mio giardino”. Sono stati visti topi anche sotto il semaforo di via Roma, nell’angolo via don Gennaro e alcuni in via Cavour. Molti danno la colpa alla differenziata, o meglio, per la maniera in cui è stata progettata qui la raccolta differenziata: dovendo ritirare i sacchi dell’immondizia ogni due settimane, sarebbe “naturale” che i topi trovino il tempo di arrivare alla ricerca di cibo. Soprattutto vista l’assenza di cassonetti. I topi ora si lanciano alla ricerca di cibo da altre parti.

C’è anche però chi contesta questa visione: erano i cassonetti a portare i topi. In realtà non tutti si lamentano della raccolta differenziata. Anzi qualcuno si lamenta di chi si lamenta, dando dell’ignorante a chi lega l’aumento dei topi alla raccolta. Sta di fatto che a Garlasco e Pavia si nota un preoccupante aumento di questi poco simpatici animali, ben lontani dai roditori disneyani. E portatori di malattie pericolose. Ci si chiede, un aumento casuale, una psicosi, oppure una realtà inquietante?


(Nella foto un'eloquente immagine di repertorio)


Andrea Sartori © Riproduzione riservata