Giovedì 27 Febbraio 2020

Tabarini e la villa romana dimenticata

Negli scorsi mesi si è fatto un gran parlare delle tombe longobarde nella zona di Gambolò. A Garlasco invece si trovano i resti di una villa romana dimenticata. E ancora una volta la seguitissima pagina “Storie di Lomellina” gestita da Simone Tabarini che segnala la presenza di questi preziosi resti archeologici di età romana.

La villa si troverebbe nella frazione delle Bozzole e non sarebbe nemmeno una scoperta archeologica recente: risale addirittura a 140 anni fa tondi tondi: i resti romani sono venuti alla luce infatti nel lontano 1879 durante la realizzazione di un fosso chiamato “Cavo dell’Ospedale”.

La denuncia di Tabarini si concentra soprattutto sull’oblio caduto su tali reperti: sulla sua pagina mostra infatti immagini filmate di questa villa coperta di muschio ed erbacce. Questi resti appartengono ad un importante centro romano in Lomellina, ovvero la città di Antona presso Garlasco.

“Non un cartello  o un segnale indicano questo luogo archeologico a cielo aperto – scrive Tabarini – e così si lascia che il tempo e l’incuria distruggano questi preziosi reperti. La storia di questa zona va ricordata. Non solo quando si vuole diventare famosi o si devono riempire musei”. Simone Tabarini è da anni che si è appassionato alla storia più antica delle nostre zone. 

“E’ doveroso risvegliare le coscienze lomelline sulla loro storia – dice – l’uomo senza cultura e ricordi è nulla. Vorremmo che un giorno le autorità si occupassero di tutto questo”.

Andrea Sartori © Riproduzione riservata