Lunedì 26 Ottobre 2020

Simone Ciaramella incanta tutti con il suo progetto Fanghi zero!

Quando si parla di fanghi zero è il numero perfetto. E a raggiungere il “miracolo” della produzione zero di fanghi c’è riuscita AsMortara. Tutto grazie ad un impianto sperimentale che sta dando risultati quasi al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Ovviamente non c’è nulla di magico. I successi sono frutto di un’oculata programmazione, di ingenti investimenti e ricerca. Tanta ricerca e studio affidato alle università di Pavia e Brescia. Di tutto questo ha parlato Simone Ciaramella, presidente di AsMortara, che sabato sera, al convegno ambientalista sui fanghi, ha riempito di speranza le quasi 200 persone presenti in Borsa merci. 
“Dal mese di gennaio – spiega Simone Ciaramella - abbiamo inserito nella linea di trattamento tradizionale una nuova linea sperimentale molto spinta ma, soprattutto, biologica. In tutti questi mesi di prova, pur caricando gradatamente l’impianto, abbiamo prodotto zero fanghi. Avete capito bene. Non dieci, non cinque, e nemmeno un chilo. Da gennaio abbiamo prodotto zero fanghi. Nel tempo sicuramente arriveremo ad avere della sostanza secca di scarto, però resta una riduzione enorme sulla produzione di fanghi”. 
Il principio di questo nuovo impianto, costato 2 milioni e mezzo di euro, si basa su dei  microrganismi che, invece di lavorare a temperatura ambiente, lavorano a circa 48 gradi, in condizione di ipotermia. In questa situazione i microbi sono in grado di “mangiare di più” ed eliminano naturalmente buona parte dei fanghi “Abbiamo anche presentato  - continua il presidente di AsMortara - un progetto alla commissione europea per avere un finanziamento di oltre 2 milioni e mezzo di euro sfruttando le opportunità offerte da Horizon 2020, ovvero l’insieme di fondi europei dedicati proprio al sostegno della ricerca e dell’innovazione. Con questo ulteriore investimento chiuderemo il ciclo dell’azoto e del fosforo all’interno dei nostri pochi fanghi. In pratica estrarremo azoto e fosforo. Noi siamo un impianto di depurazione e il nostro compito è produrre meno fango possibile, poi sta ad altri trovare il modo migliore e sicuro, per ambiente e cittadini, per smaltire gli scarti del nostro lavoro di depurazione”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata