Venerdì 26 Febbraio 2021

"Signora si spogli": smascherato dai carabinieri un finto ginecologo che visitava anche a domicilio

E' un 63enne disoccupato di Mortara. Eppure le pazienti dicevano che era un ottimo medico

ROBBIO - “Da grande voglio fare il ginecologo!”: una battuta scontata che sembra uscire da uno di quei film di Pierino degli anni '70. Ma per un disoccupato 63enne di Mortara questa “missione” era diventata realtà, anche se, per non perdere inutilmente anni e anni in università, questo furbacchione da anni praticava la sua professione, con la comprensibile abitudine di far denudare le sua pazienti. Per ovvi motivi di professionalità.

Ma non basta, il tizio si definiva abitualmente immunologo abilitato a svolgere la professione medica presso l’Ospedale “Mauriziano” di Torino e presso l’Ospedale “Il Mondino” di Pavia e persino medico dell’Aeronautica Militare appartenente ai servizi segreti. Ovviamente nella paciosa Lomellina non erano mancate sue pazienti che lo apprezzavano moltissimo, tratteggiandolo come “ottimo medico”, non si sa per quale tipo di prestazioni.

La bella storia di un impostore è finita grazie ai carabinieri della Stazione di Robbio, che l'hanno denunciato per usurpazione di funzioni pubbliche, esercizio abusivo di una professione e sostituzione di persona.

Al termine di una approfondita ed estesa attività indagine scattata a seguito di una denuncia presentata da una donna di Sant’Angelo, i carabinieri hanno accertato che l’uomo, fingendosi medico immunologo abilitato a svolgere la professione medica presso l’Ospedale “Mauriziano” di Torino e presso l’Ospedale “Il Mondino” di Pavia, era in realtà un individuo disoccupato, privo di qualsiasi titolo o abilitazione sanitaria e sconosciuto all’Ordine dei Medici. In particolare è emerso che l'imbroglione, approfittando della buona fede dei pazienti raggirati, praticava da oltre trent’anni visite a domicilio, anche di tipo ginecologico, fornendo consulti medici e prescrivendo diete, visite ed analisi specifiche, facendo spesso denudare completamente i pazienti con la scusa di rilevare le misure antropometriche.

Per essere ancor più aderente al suo personaggio, sulla carta d’identità, alla voce “professione”, l’uomo aveva dichiarato di essere un ricercatore, ma questa volta sono stati i Carabinieri a trovare la cura.


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