Mercoledì 12 Dicembre 2018

Sgominata la gang albanese: rapinava e spacciava droga

Le immagini terrificanti dello scontro nell’abitato di Zinasco avevano terrorizzato la Lomellina. Ora i tre albanesi protagonisti di quell’episodio sono finiti nella rete dei carabinieri, accusati di furti in abitazione, rapine, ricettazione di auto (dopo averle rubate) e spaccio di droga.
Quest’ultima attività era quella che rendeva di più, mentre durante un furto in casa avevano chiuso sul balcone una ragazzina per agire indisturbati. Tutti questi reati sono stati commessi nel corso del 2018. Uno dei tre è già in carcere, uno è ricercato e l’altro è stato sottoposto all’obbligo di firma. Un quarto complice, sempre albanese, li avrebbe aiutati a fuggire durante un controllo dei carabinieri speronando una loro vettura.
Rudin Ruga, il più pericoloso della banda, era era quello che, il 30 ottobre scorso, aveva investito una donna di 61 anni a Zinasco Vecchio durante una fuga sull’Audi rubata mesi prima all’arciduca Martino d’Austria, che vive a Sartirana. Subito dopo il ferimento della donna aveva travolto un’auto con tre persone a bordo, di origine lituana, ferendole in modo serio. Poi era stato preso, mentre l’uomo che era con lui era scappato a piedi.
Ruga ha 25 anni e da molto tempo vive in Italia, seppur senza fissa dimora. Era già in carcere a Pavia dopo l’incidente di Zinasco, la conclusione drammatica di una fuga durata 15 chilometri sulla vettura rubata dopo aver “bruciato” un posto di blocco delle forze dell’ordine, presso Dorno, essere andato a 200 all’ora e aver imboccato alcune rotatorie in senso contrario. Ma l’uomo, insieme ai connazionali, nel suo curriculum criminale poteva vantare anche una rapina a Ferrera, durante la quale aveva chiuso sul balcone una ragazzina di 14 anni causandole uno shock profondo. Proprio l’auto dell’incolpevole discendente degli Asburgo, rubatagli a marzo, è stata la vettura con cui i tre malviventi hanno compiuto la maggior parte dei crimini in Lomellina, sconfinando a volte anche nell’hinterland milanese. Il secondo uomo in stato di arresto, A.A. , 27 anni, è irreperibile ma braccato dai militari. S. D., 28 anni, è stato invece sottoposto all’obbligo di dimora, anche se pare non ne abbia una, e sarà obbligato a presentarsi ogni giorno in caserma per firmare. 
C’è un quarto indagato, R. R., anch’egli albanese, che non è destinatario di nessun provvedimento a suo carico ma è ritenuto responsabile del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Avrebbe forzato il posto di blocco di una pattuglia dell’Arma, speronandone l’auto.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata