Venerdì 06 Dicembre 2019

“Se non sai stai zitto”: così Granelli bacchetta sul caso del Rosso stop a San Pio X

“E ora ve lo dico io come si deve pensare al rosso stop di corso Torino. Spiegato bene però!”. Dopo una settimana trascorsa nell’occhio del ciclone, tra tante polemiche e critiche per l’investimento da 40mila euro per il noleggio della fotocamera da mettere a San Pio X, l’assessore alla sicurezza Luigi Granelli ha deciso di salire in cattedra. Lo fa con la convinzione di persuadere non solo i cittadini scettici, ma anche i colleghi di maggioranza che non hanno digerito la sua scelta.

Tanto che persino la segreteria della Lega si è chiesta se fosse possibile fare marcia indietro. Un cambio di rotta che, però, non ci sarà. Ha vinto Luigi Granelli. Che si sfoga.

“Chi ha altre deleghe – afferma – non può conoscere appieno le problematiche riguardanti la sicurezza. Così come io non posso capire tutte le priorità del settore della cultura o dell’urbanistica”. Così Luigi Granelli mette sul piatto tutte le sue motivazioni. “Quando si ragiona sul rosso stop – è l’esempio proposto dall’assessore – non bisogna pensare di passare con il rosso. Ci si deve invece mettere nei panni dell’automobilista che passa con il verde da via Belvedere o da via Olevano e si vede transitare una macchina da corso Torino nonostante il semaforo sia rosso. Solo così si può capire la vera utilità di questo strumento che non è stato noleggiato per vessare i contribuenti. Lo scopo è garantire più sicurezza per pedoni e automobilisti”. Certe cose, come la salute, non hanno prezzo. In questo caso, però, il prezzo c’è. Tremila e trecento euro al mese. Questo è il costo per il noleggio dello strumento che immortala (e multa) i piloti che non rispettano il codice della strada. Ma il prezzo è quello giusto? “Da uno studio – continua  l’assessore - sembra che il volume delle contravvenzioni previste sia sufficiente a coprire le spese di noleggio. Ma questa non è una trappola mangia soldi. E’ uno strumento che serve a raggiungere uno scopo che nulla ha a che vedere con il fare cassa. Anzi, se le multe dovessero essere poche sarei solo contento, significherebbe che lo scopo è stato raggiunto e che l’incrocio è sicuro. Investire sulla sicurezza non è mai uno spreco”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata