Giovedì 18 Luglio 2019

Scoppia la guerra tra oca e offella. Scontro sui rimborsi del termo, Parona vorrebbe uno sconticino

La quiete prima della tempesta, la tregua prima della guerra. Ma lo scontro tra il paese dell’oca e quello dell’offella è dietro l’angolo. Infatti è in pieno svolgimento un braccio di ferro tra i due Comuni e in gioco ci sono un bel po’ di soldi, quelli che da Parona dovrebbero finire nelle casse comunali di Mortara in virtù degli accordi legati alle compensazioni ambientali per la presenza dell’inceneritore. Nei giorni scorsi è avvenuto un faccia a faccia tra il vice sindaco di Parona e Marco Facchinotti che, ovviamente, è andato a “batter cassa”. Ma è tornato a casa con un nulla di fatto e ancora tanti dubbi.

Da Parona è arrivata “un’offerta tombale”, cioè una proposta che, se accettata, annulla ogni altra richiesta. Sul tavolo c’è la disponibilità di versare 200 mila euro a patto di chiudere una volta per tutte la diatriba. “E’ una soluzione che difficilmente potrà essere accettata – spiega però Marco Facchinotti – perché l’ente pubblico non può rinunciare a degli introiti di cui ha diritto. Proprio per questa ragione consulteremo anche la Corte dei Conti che ci darà un parere in merito”. In gioco c’è un bel “malloppo”. Quello che Parona, negli anni, ha costantemente ricevuto da Lomellina Energia. Una pioggia di quattrini che avrebbero dovuto far dimenticare i danni alla salute provocati dalla pratica dell’incenerimento dei rifiuti. Soldi che, per un terzo della somma totale, sarebbero dovuti finire nelle casse comunali di Mortara. Almeno secondo quanto sancito da un primo accordo che prevede questo obbligo fino allo spegnimento della linea 1. Poi, a complicare tutto, è arrivato il pasticcio di una seconda e successiva convenzione, siglata all’attivazione della linea 2 del termodistruttore, e con scadenza nel 2014.

“Abbiamo fondati motivi – spiega il sindaco Marco Facchinotti – per non ritenere corretta la seconda convenzione, quella risalente al 2010, perché non ha mai sostituito quella originaria e presenta altre anomalie che non la rendono valida. Per questo riteniamo di aver diritto a un terzo delle somme corrisposte a Parona da Lomellina Energia fino alla dismissione della linea 1”. Infine, tra i due litiganti, gli avvocati lavorano. Infatti il “tassametro” degli avvocati è in  moto già dal 2016, anno in cui è iniziato il braccio di ferro tra i due enti. In quell’anno il l’amministrazione cittadina mise a bilancio  circa 24mila euro: 8mila e 700 da pagare per la prima fase del procedimento e altri 15mila e 200 per l’eventuale fase giudiziaria (ancora non iniziata). Eppure queste cifre sembrano essere solo spiccioli rispetto agli oltre 2milioni di euro che il comune di Parona avrebbe ricevuto negli anni da parte dell’inceneritore. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata