Lunedì 22 Aprile 2019

Sartirana, don Piero Rossi Borghesano chiarisce sulla casa di riposo

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  • 30 Gennaio 2019

Egregio Direttore, chiedo cortesemente spazio nel Suo Giornale per rispondere a quanto è stato pubblicato in data 16 gennaio 2019, a firma di Davide Maniaci, circa la situazione dell’Istituto Buzzoni – Nigra di Sartirana. Per riportare le vicende citate alla verità preciso quanto segue:

- Non corrisponde al vero che i “conti sono in difficoltà e la Rsa chiuderà l’anno contabile con un’importante perdita”. 

L’Istituto ha dovuto affrontare spese superiori a quanto era stato preventivato, sia per la gestione ordinaria della RSA, sia per l’aumento delle retribuzioni del personale. 

Per questo motivo, lo scorso mese di Novembre, il Consiglio di Amministrazione alla unanimità, ha deciso di aumentare un poco le rette, rimaste invariate dal 2016. Attualmente la quota giornaliera va da €50,63 a € 53,92 (per avere un termine di paragone si tenga presente che nelle RSA della Provincia  si va da un minimo di € 45 per arrivare anche a €70 e oltre).

- A proposito di quanto scritto circa il “clima di tensione e di sospetto che si percepirebbe tra i lavoratori della Rsa. Uno dei motivi dello scontento ricade sul cambio di appalto della cooperativa che fornisce la manodopera”, preciso che, essendo in scadenza il contratto con la precedente Cooperativa, si è proceduto a chiedere preventivi anche ad altre Cooperative. La scelta è quindi andata a quella che ha fatto la migliore proposta economica, garantendo inoltre la riassunzione di tutto il personale operante, in base all’art. 37 del Contratto nazionale delle Cooperative. Il passaggio di tutto il personale è avvenuto nel pieno accordo con le rappresentanze sindacali. Nella riorganizzazione dei piani di lavoro c’era una sovrabbondanza di personale. Pertanto solo due persone, con contratto a termine, non sono state assunte dalla nuova Cooperativa. 

Devo piuttosto rilevare che i dipendenti avevano espresso malcontento nei confronti della precedente Cooperativa, che aveva richiesto ai soci – lavoratori un contributo mensile di € 50 (per 13 mensilità) come quota sociale per compensare il bilancio negativo della Cooperativa stessa. A garanzia che non si ripeta in futuro una cosa simile, ho voluto inserire nel nuovo contratto una clausola, approvata anche dalle rappresentanze sindacali, per stabilire che, in caso di bilancio negativo della Cooperativa, non venga chiesta alcuna somma ai soci lavoratori.

- A proposito dei lavori di ampliamento preciso che dovevano essere ultimati il 31/12/2017. Ma di fronte a lavori incompleti, non rispondenti alle esigenze della ATS e dei Vigili del Fuoco per le dovute autorizzazioni, e a spazi non idonei per i fabbisogni degli ospiti, il CDA ha dovuto intervenire e decidere di attuare le modifiche necessarie, con ulteriore aggravio di spese.

- Tra la Fondazione e l’Accademia S. Pietro è stipulato un contratto di comodato gratuito, della durata di 50 anni, per l’uso della villa Buzzoni-Nigra. Il contratto sancisce l’uso della Villa per l’attività della Accademia, mentre gli oneri di gestione ordinaria e straordinaria dell’immobile restano a carico del Pio Istituto. Inoltre, in caso di recesso dal contratto prima della scadenza, vi è obbligo di un oneroso risarcimento a favore della Accademia che supera forse il valore dell’immobile stesso! Per il bene dell’Istituto ritengo auspicabile rivedere il citato contratto.

- Si fa riferimento anche a spaccature all’interno del Cda con maggioranza e minoranza in evoluzione. Assicuro che il CDA ha sempre agito secondo le norme. Come nel precedente CDA, così nell’attuale si delibera a volte alla unanimità, a volte, dopo le dovute discussioni, con un voto di maggioranza. Perché essere sorpresi e preoccupati di questo? E’ semplicemente la legge della democrazia! E in democrazia il voto di chi è entrato in CDA per nomina del Vescovo, o del Prefetto, o del Sindaco, o del Parroco ha lo stesso valore e lo stesso peso!

Ringrazio per la cortese attenzione e per lo spazio che vorrà concedermi.

Distinti saluti.


don Piero Rossi Borghesano


Presidente dell’Istituto Buzzoni-Nigra di Sartirana


Stimato don Piero Rossi Borghesano, conosco l’estrema correttezza del nostro collaboratore Davide Maniaci e il suo straordinario impegno nel perseguire e verificare le notizie. Mi permetta di dire che questo è il biglietto da visita del giornale che ad iniziare da 25 anni fa ho il piacere di dirigere.

Lascio dunque a Davide Maniaci il compito di spiegarle il servizio da noi pubblicato lo scorso 16 gennaio e la saluto cordialmente.

Giovanni Rossi


Gentilissimo don Piero,

La ringrazio per la sua lettera, che offre ulteriori spunti di riflessione e dibattito su un argomento, quello della casa di riposo Buzzoni Nigra, sulla bocca di tutti da settimane a Sartirana.

Io e lei ci siamo sentiti tre volte, l’ho sempre chiamata io, e visti una sola volta (ma senza presentarci) ad una cena a cui eravamo invitati entrambi a Sartirana. Nella prima telefonata ad agosto le chiedevo i motivi per cui non si sarebbe più svolta la processione di san Rocco a Valle, amatissima in paese. Ma lei mi rispose di non avere niente da dire, e così io nel mio articolo riportai le dichiarazioni dell’amministrazione comunale e quelle “laiche” di alcune persone conosciute in paese. Non le sue. Sarebbero state interessanti.

La seconda telefonata fu a dicembre, quando lei si rese disponibile (e gliene dò grande merito) a fare da intermediario per aiutare due bisognosi di Valle, suoi parrocchiani. Nella terza telefonata volevo appunto la sua versione sulla situazione alla Buzzoni Nigra, ma anche in questa occasione sono stato sfortunato ottenendo il suo “no comment”. 

Non voleva dirmi niente prima, non mi ha mai cercato dopo, e adesso manda una lettera? 

Una nostra conversazione telefonica avrebbe potuto rendere il mio articolo certamente più ricco, con anche la sua versione, e di sicuro non dare adito a incomprensioni o a polemiche successive. Invece, giocoforza, nel mio servizio non c’è stato il suo commento. 

Io lo avrei voluto. 

Non parlare con i giornalisti, cioè con l’opinione pubblica e con tutti i lettori, è una scelta a mio parere discutibile, ma legittima. Ma lo è anche quella di non rilasciare dichiarazioni, lamentandosi dopo con una lettera al mio direttore?

Andando nel merito delle sue osservazioni: lei mi scrive che “i conti non sono in rosso”, salvo poi dire che il bilancio 2018 è negativo. Non ho dubbi che in cassa ci sia denaro sufficiente per ripianare tutto, ma… il bilancio del 2018 è negativo. Non così quello degli anni precedenti. 

Nel 2016 e nel 2017 il saldo era positivo di circa 30 mila euro, nonostante i vari lavori di manutenzione svolti. Inoltre c’è una denuncia presentata da lei contro una dottoressa della Rsa, assunta a tempo indeterminato. 

Don Piero, una denuncia presentata dal presidente della casa di riposo (lei) a una sua dipendente le sembra indizio di un “clima sereno”? 

Le sembra una cosa di tutti i giorni? 

È normale che una figura conosciuta da tutti e da sempre in maggioranza nel Cda della Buzzoni Nigra, l’Arciduca Martino, mandi al Vescovo una lettera dai toni infuocati per lamentarsi della situazione e chieda il commissariamento? 

Se questa non è “tensione”, cos’è la tensione in un paese di 1.600 anime? 

Non mi permetto di esprimere opinioni personali, magari tutte le sue scelte sono giuste, mi limito a descrivere una situazione. Ed è ovvio che le maggioranze e le minoranze cambino, così come è sacrosanto che in democrazia il voto di ognuno… valga uno. 

Ma se qualcuno mi chiedesse di entrare nel Consiglio di Amministrazione in un settore di cui non sono competente, per avere o meno una mia alzata di mano, io ne sarei molto preoccupato.

Davide Maniaci

don Piero Rossi Borghesano © Riproduzione riservata