Sabato 16 Novembre 2019

Sara Protti racconta in un video la cantante jazz Caterina Comeglio

Una stanza in penombra, spoglia ed essenziale in quell’arredamento che riporta lo spettatore indietro nel tempo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, dove due amanti riposano cullati dalle note calde ed avvolgenti di una musica jazz. E poi, mentre la sua voce inconfondibile intona i primi versi della sua “Scheletri a ballare”, sullo schermo appare lei, Caterina Comeglio, cantante jazz mortarese, che davanti alla macchina da presa diretta da Sara Protti diventa la gelosissima protagonista del video musicale realizzato per il brano che l’ha resa vincitrice durante l’estate, nella categoria cantautori, alla terza edizione del concorso “Premio Lelio Luttazzi”, organizzato dalla “Fondazione Lelio Luttazzi” e dedicato ai giovani talenti nel panorama jazz italiano. 

Un brano che ha una storia davvero affascinante, che racconta la stessa Caterina Comeglio. “Ho scritto questa canzone nel 2015, in inglese, ed è sempre rimasta nel cassetto in attesa della sua occasione – spiega infatti l’artista, laureata in canto jazz presso il Leeds College of Music ed attualmente cantante, compositrice e docente di musica – poi, nell’aprile 2019 ho deciso di partecipare al “premio Lelio Luttazzi”,  quindi ho tradotto il mio brano in italiano e l’ho inviato per concorrere, eseguendolo solo piano e voce”. 

Il brano ha convinto tutti i giurati, passando le selezioni ed arrivando dritto alle finali. 

“Il giorno prima dell’ultima gara – racconta ancora Comeglio – ero a Malta, in tournée per Lopez e Solenghi, insieme a mio padre Gabriele Comeglio. Alla sera ho detto a mio padre che dovevo partire per alcuni impegni a Roma e sono andata da sola ad esibirmi per la finale del concorso”. 

Dalla vittoria del concorso, quindi, il progetto si è ingrandito ed ha iniziato a prendere nuova forma con il viaggio ai Capitol Studios di Los Angeles nel luglio 2019, per incidere il pezzo con una band formata da grandi nomi del jazz internazionale,  primo tra tutti Bob Mintzer, autore del bellissimo assolo parte dell’arrangiamento curato da Gabriele Comeglio.  Lo stesso Mintzer, inoltre, ha scelto tutti i componenti dell’orchestra che ha lavorato all’incisione del brano, musicisti di fama internazionale per un ensemble davvero stellare. La cantante ha poi ulteriormente  ampliato il suo progetto, con l’idea di un video musicale. “Volevo una strategia accattivante per far ascoltare e diffondere il jazz – racconta ancora Caterina Comeglio – così ho pensato ad una persona di fiducia a cui affidare la mia creatura. Ho coinvolto Sara Protti, che conosco da 25 anni e di cui sono certa della professionalità e della bravura, sicura che avrebbe colto gli aspetti del testo ironici e tragici al tempo stesso,  una storia che racconta sulla base jazz tradizionale alcune tracce della mia personalità, dove diventa ricorrente il tema della gelosia”. La protagonista è una donna forte, gelosa a tal punto da diventare ossessiva, creata da Sara Protti che, con il suo gruppo di “We are dreamers”  e insieme a Caterina Comeglio intreccia una trama semplice quanto avvincente, scegliendo come location due stanze  di “Casa Bossi”, la stupenda villa situata al Baluardo Quintino Sella a Novara oggi gestita dal “Comitato d’amore per Casa  Bossi”, una conoscenza di lunga data per i ragazzi di “We are dreamers”, che ha portato a diverse proficue collaborazioni. “Abbiamo costruito il personaggio in modo da richiamare la personalità di Caterina – spiega Sara Protti, che si è occupata oltre che della regia anche della pre e post produzione – così come abbiamo scelto gli anni ’60 perché si adattano molto a lei. Oltre agli arredamenti e alle scenografie, quindi, abbiamo scelto anche strumenti che richiamassero quegli anni, come le luci utilizzate, che sono dei faretti anni Cinquanta e altri piccoli elementi nella post produzione”. È nato così un lavoro davvero ben realizzato, costruito nei minimi dettagli da Sara Protti,  la quale si è occupata della costruzione del soggetto insieme a Nicolò Targhetta. Il risultato è un lavoro dinamico, che segue gli animi dei personaggi i quali, a loro volta, si esprimono seguendo le diverse sfumature della musica. “Mi sono divertita tantissimo durante le riprese – afferma Caterina Comeglio – così come in sala registrazione, anche qui ho cercato di tenere la mia idea generale in testa, ma mantenendo una capacità di rompere ciò che avevo in mente in diversi momenti. Inoltre,  sono abituata a recitare, l’ho trovato divertente perchè ne conosco le basi, pur avendolo fatto in maniera amatoriale”. Un video ben riuscito, che sta riscuotendo un grande successo con la forza del passaparola.  Un video da vedere ed ascoltare, disponibile al link youtube.com/ Caterina Comeglio, oppure sulle pagine WAD-film.com, caterinacomeglio.com e sulla pagina Facebook WAD-wearedreamers, dove presto usciranno le interviste ai personaggi.

Beatrice Mirimin © Riproduzione riservata