Domenica 22 Maggio 2022

Sabato sera alla Borsa merci gli esperti danno l’alternativa all’uso dei fanghi in agricoltura

In Lomellina c’era un unico patrimonio, ed era il territorio. Ma i rifiuti lo stanno sommergendo. A suggerire una drastica inversione di rotta ci pensa il comitato “No fanghi in Lomellina”, organizzatore  con altre associazioni di un dibattito pubblico intitolato “Fanghi in agricoltura: cambiare si può!” in programma per sabato 30 giugno dalle 21 in Borsa Merci. Si tratta di un’occasione per tracciare una road map, cioè una mappa da seguire, per uscire dal pantano del degrado ambientale. All’incontro sono stati invitati dagli organizzatori Aldo Agosta, che traccerà un quadro della situazione attuale mettendo anche  in evidenza le gravi criticità che con il passare degli anni si sono sempre più accentuate. Prenderà la parola anche Graziano Beolchi, esperto delle tematiche connesse ai rischi per la salute umana conseguenti all’utilizzo dei fanghi. Infine  Attilio Bonetta e Michele Pesci interverranno per trattare delle alternative possibili all’utilizzo dei fanghi in agricoltura. Tra gli ospiti anche i rappresentanti di alcune aziende agricole, tra le quali la Cascina Bosco di Nicorvo, che coltiva senza fanghi e che racconterà la sua esperienza. “Il tema è uno di quelli che da tempo allarmano l’opinione pubblica – spiegano gli organizzatori del comitato No fanghi - e chiedono risposte adeguate ai nostri amministratori: questo convegno intende partendo da una fotografia dell’esistente tracciare una road map che guarda al futuro e che cammina su un percorso che conduce a una maggiore attenzione su salute, ambiente, territorio”. Priorità che dovrebbero essere scontate ma che, invece, sembrano dimenticate in un territorio tramutato nella pattumiera della Lombardia. Tutto questo accade e accadrà fino a quando la politica locale rimarrà china davanti agli interessi delle “industrie del rudo” e dei fanghisti. I loro vantaggi si scontrano pericolosamente con i diritti alla salute e al “buon vivere” dei cittadini che, oggi, pagano il prezzo più alto di quelle scelte. Il costo più elevato è quello pagato dai lomellini sul piano della salute. Il record di malattie causate dal degrado dell’ambiente è un aspetto riconosciuto da una buona parte della comunità scientifica. L’incidenza di patologie tumorali ha raggiunto, in provincia di Pavia, percentuali che superano abbondantemente  quelle nazionali.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata