Domenica 08 Dicembre 2019

Sabato a Lomello il secondo Gran galà della marcia per conoscere l’atletica con i più grandi di sempre

La crema della marcia italiana sabato sarà a Lomello. Non solo i più grandi campioni della disciplina ma anche rappresentanti delle più celebri testate di settore come la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport. Ritorna per la seconda volta il Gran galà della marcia. Dalle 10 il 30 novembre presso l’ex oratorio di San Rocco, epicentro di quasi tutti gli eventi del paese, sfileranno i medagliati della marcia dell’anno 2019 con i loro allenatori, oltre che vari campioni olimpici che hanno dato lustro allo sport italiano. Per farsi un’idea del parterre di ospiti basta solo leggerne i nomi.

Eleonora Giorgi, primatista europea della 50 chilometri. Riccardo Orsoni, medaglia d’argento agli ultimi europei. Gabriele Gamba, oro continentale nei diecimila metri sempre nella marcia. Loro ed altri campioni dopo aver conosciuto il pubblico e gli studenti creeranno una sorta di tavola rotonda per discutere dei tanti problemi che affliggono l’atletica italiana. “L’elenco degli invitati sarebbe lungo – aggiunge Pietro Pastorini, il padrone di casa, una carriera gloriosissima al fianco di gente come Pietro Mennea e Maurizio Damilano – e annovera anche Ivano Brugnetti, oro olimpico nella 20 chilometri di marcia maschile ad Atene 2004. Poi c’è Stefano Chiesa, quinto italiano under 23 di sempre dopo aver conquistato il titolo sulla 20 chilometri. Vive a Lomello per essere allenato da me, lui è di Verbania. Ma lasciando perdere il mero elenco, vorrei far capire che questo è un appuntamento imperdibile per parlare di una disciplina poco nota ma accessibile a tutti, un’ottima occasione per saperne di più e appassionarsi grazie alle storie dei grandi campioni. Immaginate se Cristiano Ronaldo, Leo Messi e Ibrahimovic fossero nella stessa stanza a parlare di calcio. Qui accade la stessa cosa, solo che lo sport è la marcia”. Ma di marcia si parla poco, di calcio ore e ore. Sarà questo uno dei temi della tavola rotonda. Chi vuole fare atletica ha poca visibilità, in Italia, e quindi poche soddisfazioni economiche. Per questo si tesserano nelle società militari e non in quelle civili, almeno possono guadagnare qualcosa. Che peccato. “Sì, un calciatore che gioca in Eccellenza, la quinta serie – conferma Pastorini – guadagna spesso quanto un campione di atletica. Forse occasioni come questa servono per dare visibilità a una disciplina bellissima e sana”.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata