Venerdì 14 Agosto 2020

Rogo Bertè, Maggioni al Prefetto: “Basta attese, vogliamo la bonifica”

Discarica Eredi Bertè, serve la bonifica al più presto! Lo pretende a gran voce l’onorevole Marco Maggioni (nella foto) che chiede aiuto al Prefetto di Pavia. E lo fa in modo ufficiale, prendendo carta e penna e scrivendo una lettera, inviata nei giorni scorsi. Una presa di posizione forte e decisa. Il tempo della pazienza è scaduto. Infatti a due anni e mezzo dal rogo della discarica non c’è traccia della bonifica dell’area. Tanto meno si hanno certezze su tempi, costi e responsabilità. Nel complesso il silenzio da parte delle istituzioni è assordante. Così arriva lo squillo di tromba del deputato leghista che chiama a raccolta Prefetto, Regione, Provincia, Comune di Mortara e Ats. 

“L’obiettivo che dobbiamo porci ora – dichiara l’onorevole Marco Maggioni -  è quello di bonificare a livello ambientale il sito. Ritengo che un intervento diretto del Prefetto di Pavia sia indispensabile per mettere in campo un’azione di coordinamento. Serve un incontro tra i rappresentanti di tutti gli attori pubblici coinvolti per accelerare una tempistica di intervento che mi pare oggi purtroppo indefinita”. 

Difficile anche dare una risposta sul perché nel luogo dell’incendio tutto è ancora come prima. In attesa che si celebri il terzo compleanno della vergogna senza che nulla sia cambiato. Con i solidi dubbi. Strani intrecci, mancanza di controlli, danni ambientali, costi e tempi della bonifica. “Il grave incendio che ha devastato la ditta Bertè il 6 settembre 2017 – continua l’onorevole – ha ancora effetti ben visibili sull’area interessata dal rogo. A più di due anni di distanza dai fatti, ricordo pure l’incendio di minore portata del 22 giugno 2018, risultano ancora ammassati sull’area interessata la gran parte delle tonnellate di rifiuti combusti. Dopo il fallimento della ditta, dichiarato dal tribunale il 2 luglio 2019, ci sono fondati dubbi sulla possibilità di ripristinare l’area da parte della proprietà”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata