Sabato 16 Novembre 2019

Risvegliare l’anima poetica che è in tutti noi

Gentile direttore, la sera del 17 giugno, stavo passeggiando  nella stradina sterrata  dietro casa, in mezzo alla nostra campagna lomellina, aspettavo col naso all’insù il crepuscolo e  lo spuntare   della “luna fragola” quella meraviglia dell’universo che la natura ci offre all’inizio dell’estate. 

Ero  immersa in un grande silenzio rotto solo dal gracidare delle rane , mi tornò alla mente quella frase di Ovidio “gli animali guardano proni a terra, all’uomo e stato dato un volto eretto  per  guardare il cielo e le stelle”.

Mi accorsi che stavano  arrivando delle persone, una coppia con due bambini, mi spostai per farli  passare, li conoscevo ma   non mi   videro   nemmeno,  a capo chino camminavano,   ognuno di loro stava  guardando soltanto lo schermo del  proprio smarthphone saldamente incollato alla mano. Nessuno parlava le dita si muovevano freneticamente sui tasti ciattando con chi sa chi o visionando siti che spesso i minori non dovrebbero vedere senza dovuto controllo.

Sono rimasta colpita da  questa cosa, mi sono resa conto di quanto oggi la frase   di Ovidio   sia lontana  dal modo di essere  dell’uomo moderno.

In questo nostro mondo che noi consideriamo  evoluto e altamente tecnologico si rincorre il successo,  si lavora, si gioca, si  legge solo su internet. Mettiamo in rete foto e pezzi della nostra vita privata con conseguenze  spesso pericolose. Ormai nessuno di noi può farne a meno, siamo tutto schiavi di questi infernali aggeggi.


Nulla da aggiungere. Nulla di più condivisibile. Grazie

Giovani Rossi


Una cosa che non riuscirò mai a fare,  e  non cambierei per nulla al mondo e’  il fruscio delle pagine  sfogliate , il piacere di chiudere un libro finito e riflettere   sul contenuto. 

Mai come in questo momento cosi’ difficile per il nostro pianeta non  dovremmo perdere l’abitudine di leggere, almeno ogni tanto, un buon libro, entrare in una libreria, in una biblioteca, fermarsi alle bancarelle dei libri usati, toccare e sfogliare  pagine vecchie e ingiallite, a volte si possono trovare cose meravigliose, piccoli  gioiellini d’arte di pittura, di storia, di poesia.  

Queste piacevoli scoperte portano poi alla curiosità di entrare in un museo,  ascoltare musica,  concedersi una  breve  gita per  visitare qualcosa  interessante  che spesso e’  vicino a casa nostra e non lo sapevamo.

E’  bellissimo prendere in mano un libro scelto e comprato senza i condizionamenti della pubblicità oppure riprendere  opere   che  a scuola ci sembravano  noiose,  rileggerle piano piano, fermandosi ogni tanto a  riflettere, oppure leggere tutto d’un fiato  quando la trama ci prende molto. Ultima considerazione: penso che oggi parlare di poesia  fa sorridere,  i poeti vengono visti  come esseri vulnerabili, svaniti, fuori dalla realtà, invece  la maggioranza di essi ha una vita normalissima con i suoi  problemi quotidiani.

Sono persone che ragionano in modo più sereno, che percepiscono e analizzano le proprie sensazioni,  che apprezzano i sentimenti, che accettano gioie e dolori senza isterismi o risentimenti.

Sono convinta che in ogni essere umano si nasconda un’anima di poeta, basta avere il coraggio di togliersi quella maschera di cinismo e indifferenza che  va tanto di moda oggi, e lasciare che i versi sgorghino dal cuore senza remore o vergogna. 

Come la filosofia dei nostri antichi insegna,  il dolore, la sofferenza le difficoltà della vita  temprano il carattere e sviluppano la nostra forza interiore. Un modo di pensare così concepito fa suoi i principi fondamentali delle religioni che  troppo  spesso vengono falsati e manipolati  per il  proprio tornaconto.  

Pinuccia Buttè © Riproduzione riservata