Mercoledì 28 Settembre 2022

Riforme, parallele e divergenti

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  • 24 Ottobre 2018

La scorsa settimana l’assessore regionale mortarese Silvia Piani su queste pagine raccontava benissimo l’interpretazione dello “Spread” come strumento di terrore. E dato che lo Spread si può facilmente modificare da parte dei grandi gruppi finanziari, ne deriva che facilmente i gruppi finanziari possono incidere sulle scelte politiche dell’Europa. Terrorizzando i governi.
O meglio terrorizzando i governi che non accettano di essere espressione dei grandi gruppi finanziari che oggi comandano in Europa.
Per capire alla svelta la situazione basta ricordare che i gruppi finanziari fanno soldi con i soldi, cioè finanziano ogni iniziativa che può render altri soldi da reinvestire. Cioè usano soldi non per produrre un bene, ma per produrre direttamente altri soldi. 
E’ chiaro che i grandi gruppi finanziari devono poter avere in mano i governi che permettono a chi ha tanti soldi di farne tanti altri, deprimendo gli interessi dell’economia reale.
Infatti oggi i governi delle maggiori nazioni europee, vale a dire Germania e Francia, oltre a Belgio, Olanda, Lussemburgo, dipendono dai grandi gruppi finanziari, soprattutto la banca Centrale Europea, presieduta da Mario Draghi.
In Italia dopo 24 anni di governi fedeli agli interessi della finanza, è arrivato il governo del cambiamento di Movimento 5 Stelle e Lega che pone come proprio obiettivo principale non l’interesse della finanza, ma quello dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli della società. Ed ecco la reazione rabbiosa delle autorità europee, che, con ogni strumento, vogliono affossare il governo italiano, perché un successo di Giuseppe Conte significherebbe l’aprirsi di una falla nel sistema europeo, già in sofferenza per l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione europea. Uscita che ancora oggi l’Europa di Francia e Germania vuole bloccare ad ogni costo.
Il problema di base è solo uno: un governo non può fare contemporaneamente gli interessi della finanza e quelli dei cittadini, perché sono interessi diametralmente opposti e incompatibili.  L’Europa attuale, quella governata dai gruppi finanziari, lascia ai cittadini uno spazio di compromesso, quel tanto di ossigeno per farli sopravvivere al cospetto di una finanza che accumula enormi patrimoni, che attua accordi internazionali che penalizzano le economie europee a vantaggio di quelle dei gruppi finanziari che spostano letteralmente il mondo. 
E così se i cittadini si aspetterebbero posti di lavoro, al contrario un gruppo finanziario che acquista un’azienda come investimento, per prima cosa toglie posti di lavoro, per “risanare” l’azienda, cioè per aumentare i guadagni. E’ la prassi abituale. In Europa (si pensi solo al paradiso fiscale del Lussemburgo) i grandi gruppi finanziari non pagano tasse oppure non le pagano certo in  proporzione ai cittadini. Ma non basta, la tassazione privilegia i ricchi, quelli che possono poi investire nella finanza i loro forti guadagni. Capita così che il peso delle imposte gravi soprattutto sulle classi medio – basse, perché i grandi gruppi finanziari non accettano alcun strumento di protezione delle produzioni locali, oppure di sostegno statale ad aziende locali. Ricordando che addirittura l’Unione europea proibisce tassativamente sostegni statali ad aziende.
Insomma, per farla breve, gli interessi dei cittadini e quelli della finanza vanno in versi opposti e se un governo difende i cittadini inevitabilmente va contro gli interessi della finanza. Non può essere diversamente. Dunque se il governo 5 Stelle – Lega vuole difendere cittadini italiani vittime di una crescente diffusione della povertà, di una crescente disuguaglianza sociale, non può evitare di andare contro la finanza che governa l’Europa, cioè andare in rotta di collisione con i burocrati e i politici che comandano l’Europa e che sono espressione degli interessi della finanza.  Di questo i cittadini devono avere piena consapevolezza. E coloro i quali oggi auspicano di trovare un accordo con l’Europa, di mediare i toni per favorire una collaborazione, dicono solo un sacco di balle. Balle perché in Europa sono solo terrorizzati dal fatto che il governo di Giuseppe Conte possa aprire una falla nel sistema dei banchieri, sono terrorizzarti dal fatto che i cittadini possano alzare la testa e chiedersi perché devono votare gente che lavora contro di loro. Gente che vuole diminuire le tasse ai ricchi per far pagare i poveri: esattamente come è successo per 25 anni in Italia. 
Basterebbe ricordare la sorpresa dei cittadini nello scoprire, dopo il crollo del ponte di Genova, che Benetton non è un tizio che produce maglioni e jeans, ma è un finanziere che in questi anni è diventato il gestore delle autostrade e di una serie di aeroporti in nazioni europee. Questa è la finanza. Con regole che hanno portato ad estinguere la prestigiosa industria italiana della moda, che non esiste più, oppure le aziende automobilistiche italiane, che non esistono più. Non esistono più perché la finanza ha preferito guadagnare investendo in aziende che sono andate a produrre capi griffati o granturismo in altre nazioni, senza in alcun modo difendere il lavorio dei cittadini italiani. E oggi chi soffia sul fuoco per far cadere questo governo, televisioni e giornali, è semplicemente a stipendio degli interessi dei burocrati europei che candidamente hanno ripetutamente detto che sarà lo spread a decidere quale governo ci deve essere in Italia. 
Più chiaro di così.


P.S. Una breve riflessione riguarda anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che con ritmo battente critica con forza questo governo. Oggettivamente le critiche di un presidente della Repubblica all’esecutivo che governa la “sua” Repubblica non possono certo favorire la fiducia straniera nell’Italia, dunque non possono certo giovare all’andamento dello spread e dei mercati finanziari. Anche se Mattarella ha il pieno diritto di criticare chi gli pare. Da cittadini ci aspetteremmo che il presidente intervenga con forza anche quando notabili stranieri prendono l’Italia a calci a ritmo quasi quotidiano e magari quando nazioni straniere violano di nascosto i nostri confini per scaricare immigrati in Italia. 

Giovanni Rossi © Riproduzione riservata