Martedì 12 Novembre 2019

Riccardo Marchesini volerà in paracadute da 4mila metri

Bisogna immaginare la traiettoria di un aereo senza un’ala. Non durerebbe troppo: andrebbe “in vite” e si schianterebbe al suolo. Riccardo Marchesini questo concetto lo ha studiato bene. Cinquantasei anni, venditore di camper di professione, da pochi mesi è assessore allo sport a Tromello, il paese dove vive dopo il suo trasferimento da Vigevano.

Esattamente come un jet senza un’ala lui ha una gamba sola, la destra, ma evidentemente nessuno lo ha informato della cosa dato che domenica si lancerà con un paracadute da 4mila metri di quota. Nessuno in Italia lo ha mai fatto prima, da amputato, e forse neanche in Europa. Lui è abituato ad essere definito “uomo dei record”: è arrivato terzo ai mondiali di canoa, la sua vera passione, ad Ivrea nel 2008. Il dettaglio è che tutti gli altri concorrenti sono normodotati. L’elenco potrebbe continuare. Adesso l’uomo è pronto all’ultima sfida, la conquista del cielo dopo che i fiumi e il mare sono ormai da tempo di sua proprietà.

“Da ragazzo sognavo di arruolarmi nei paracadutisti dell’esercito – confida – ma a 17 anni ecco quel terribile incidente in moto, che mi ha portato via la gamba sinistra. Mi sono rialzato, ora chiudo il cerchio”. Lo farà dal primo pomeriggio di domenica 3 novembre dai cieli sopra Vercelli. Marchesini fa parte della compagnia Vzone Skydive di Vercelli. L’unico nemico possibile potrebbe essere il maltempo. Nel caso si rimanderà tutto. I salti saranno sette, divisi in tre step. Il primo ne comprende tre e Marchesini si avvarrà dell’aiuto di due istruttori. Poi di uno, Matteo Conti, 4 mila lanci alle spalle, che lo accompagnerà nelle successive tre fasi. L’ultima, la settima, Marchesini la affronterà da solo. L’allenamento per arrivare a questa abilità è stato durissimo. Se ce la facesse Marchesini prenderebbe il brevetto di paracadutismo, un altro record. “Proprio il settimo e ultimo salto – prosegue – mi potrà dare il brevetto. Il mio istruttore, Matteo Conti, è stata la persona in grado di farmi superare i miei limiti e la mia paura. Basta sapere come muoversi e riuscire a stare tranquilli, poi uno può avere due gambe, una o anche zero. Dopo più di 35 anni di disabilità ho capito una cosa: questa condizione è solo nella propria testa. È ovvio che sia meglio essere “normodotati”, o la natura non ci avrebbe creati così. Ma ragazzi, credetemi, perdere una gamba è una condizione assolutamente superabile. Se ci sono riuscito io, tutti possono raggiungere i propri obiettivi”. E così Riccardo Marchesini ha coronato moltissimi sogni. Forse tutti. Il titolo mondiale nella para-canoa, le medaglie nei campionati italiani contro i normodotati. Gli altri pagaiavano con due gambe a disposizione, lui con una. Eppure è arrivato secondo. 

Nessuno prima di lui al mondo, come amputato, aveva partecipato alla Pirano - Venezia, una non stop di 10 ore in canoa dalla Slovenia fino alla Serenissima. 

“Sono tranquillo – conclude l’atleta – perchè il mio istruttore Matteo Conti è espertissimo e ha partecipato al campionato del mondo di paracadutismo sezione “relativo” negli Stati Uniti. Provarono ad agganciarsi insieme nel cielo 200 paracadutisti. Perché dovrei avere paura? Mia moglie e i miei due gli mi aspettano a terra”.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata