Lunedì 16 Dicembre 2019

Recupero tasse: che disastro! I cittadini devono pagare 1 milione e 100mila euro alla ditta Colombo

Non tutte le ciambelle escono con il buco... ma in questo caso c’è solo il buco. Da oltre un milione di euro. Infatti dopo sei anni di contratto con la ditta Colombo il Comune si ritrova a dover pagare per il servizio di recupero delle tasse non versate più di quanto incassato. Una bella fregatura da oltre un milione e 100mila euro per le casse pubbliche. E l’accordo tra amministrazione e ditta Colombo per ottenere uno “sconto” sulla somma da versare sembra solo una piccola consolazione. 

Resta l’assurdità: per recuperare solo il 10 per cento delle imposte Imu e Ici il comune spende più di quanto incassa. Dopo una complessa trattativa la ditta ha accettato di ridurre il suo aggio al 21 per cento, nonostante il contratto, scaduto lo scorso 31 agosto, stabilisse una percentuale del 25. Tradotto in euro significa che il Municipio verserà un milione e 100mila euro anziché un milione e 700 mila euro. 

Ma il paradosso è che dal 2012 al 2018, su un totale di imposte Ici e Imu non versate, nelle casse pubbliche sono finiti solo 700 mila euro. Il recupero è stato solo del 10 per cento rispetto a quanto accertato. Ma non è tutto, infatti alla ditta Colombo vanno anche 55mila euro frutto di un’altra clausola contrattuale che prevedeva un compenso annuale di 4 mila euro per l’attività di accertamento e un contributo annuale di 4 mila e 500 euro per il servizio di sportello al cittadino. 

Nel complesso un con tratto “capestro” svantaggioso per gli inquilini di piazza Martiri della Libertà in tutti i suoi aspetti. Tanto che dal primo settembre è la ditta Ica ad occuparsi del recupero crediti. Ma il nuovo contratto non cancella i pasticci del vecchio. L’amministrazione (cioè i cittadini) ha già versato a favore della società un acconto di 268 mila euro. Ne mancano ancora 897 mila che saranno corrisposti in tre rate. La prima, da 559mila euro, dovrà essere pagata entro venti giorni dalla sottoscrizione della scrittura privata che certifica lo “sconto” accordato dalla Colombo. Le altre due rate, da 178 mila euro e da 158 mila euro, dovranno essere versate rispettivamente entro il 15 novembre 2019 e il 31 marzo 2020. Infine c’è la ciliegina sulla torta, cioè l’esborso per l’onorario dello studio legale che ha seguito gli interessi dell’ente pubblico. Per la consulenza sono necessari 10 mila euro. La consulenza è stata comunque indispensabile per evitare di applicare il contratto originale che, come scritto nella relazione dello studio legale “avrebbe determinato un oggettivo danno economico al Comune”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata