Sabato 16 Novembre 2019

Rapina la farmacia Corsico, scappa in bici e viene preso dai carabinieri

E' un 32enne mortarese, “fuggito” a casa senza neppure cambiarsi

Prende la bicicletta del vicino di casa, va a rapinare la farmacia e poi come se niente fosse gliela riporta indietro. Dura solo un quarto d’ora la fuga del malvivente che nel pomeriggio di domenica alle 17 e 30 ha portato via 460 euro in contanti dalla farmacia Corsico, che si affaccia alla centralissima via Garibaldi e su piazza del Municipio. Un’azione criminale che ha rasentato, per il suo del tutto anomalo svolgimento, una specie di comica, come il copione di un cortometraggio alla Charlot, con tanto di velocipede che cerca di seminare l’arrivo inevitabile delle forze dell’ordine.

Insomma, neppure i rapinatori in Lomellina sono più quelli “di una volta”. Succede così che domenica pomeriggio un tizio si è presentato, a volto scoperto, chiedendo una semplice tachipirina. Ma certo, una pillola per un malanno di stagione, niente di strano, anzi, tutto normalissimo. Ma dopo questa apparizione sul luogo del misfatto il tizio, in fretta, ha fatto capire che il suo scopo era ben diverso, impugnando un grosso coltello da cucina, con 22 centimetri di lama. Un coltello che appare dunque uscito dalla schietta tradizione lomellina del “pan e salam”, oppure da un’esilarante commedia della Compagnia Ami di Tromello, quando sul tavolo finiscono il tagliere e la bottiglia di vino.

Ma lui, il rapinatore della domenica pomeriggio, invece punta il coltellaccio contro la farmacista dietro al bancone, lasciandosi anche andare nella più classica delle minacce: tira fuori i soldi. La paura dei presenti si fa seria e giustificata. Il tizio, ottenuto il malloppo, immaginiamo con sguardo soddisfatto, si è allontanato subito sulla bicicletta presa “in prestito” per poter fare la sua rapina. Subito si fa per dire, perché i tempi di una fuga in bici sono quelli che sono, roba che con un vespino 50 si poteva tranquillamente dar luogo a un inseguimento all’americana.

In ogni caso in farmacia, sono rimasti ovviamente tutti terrorizzati e hanno dato l’allarme alla centrale dei carabinieri. Parte così la macchina, perfettamente predisposta in questi casi. Immediatamente i militari hanno consigliato agli esercenti di preparare le immagini delle telecamere di sorveglianza dei locali e appena arrivata la vettura dell’Arma i carabinieri della stazione di Mortara hanno riconosciuto il delinquente, C. A. C., trentaduenne nato a Milano e residente a Mortara. Un disoccupato che già può contare precedenti di polizia. 

Sono così partite immediatamente le ricerche. Vale a dire che i militari sono andati a casa del rapinatore e lo hanno trovato all’interno della propria abitazione, con addosso ancora gli abiti utilizzati e il giubbino appeso all’attaccapanni, le scarpe nella scarpiera e i pantaloni in lavatrice. 

Perché bisogna ammettere che cambiarsi d’abito è una faticaccia, così come far sparire l’arma usata per la rapina, il coltellaccio,  rinvenuto in un cassetto della cucina. Non solo, ma anche la porta di casa era stata lasciata aperta, ovviamente perché un rapinatore non può certo temere di essere rapinato. Che figura farebbe?

La bicicletta era stata invece restituita al vicino. Come dire, va bene rapinare una farmacia, ma certo non si può rubare una bici. Il 32enne a questo punto non ha potuto che confermare ai carabinieri le proprie responsabilità, non collaborando tuttavia sul rinvenimento dei soldi. Ha affermato, in modo inverosimile, di averli gettati via, evidentemente cercando un finale a sorpresa in questa sua commedia. Solo una banconota da venti euro era rimasta in una tasca dei pantaloni. Il finale vero è che il rapinatore è stato tratto in arresto per rapina e condotto presso il carcere di Torre del Gallo a Pavia in attesa dell’udienza di convalida davanti al Gip. 

Perché anche le commedie, spesso e per fortuna, non finiscono bene.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata