Mercoledì 23 Gennaio 2019

Questo lo dice lei...

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  • 19 Dicembre 2018

Caro direttore, che dire di questo “governo del cambiamento”? Sono rimasto un bel po’ di tempo in silenzio nei mari del sud, in Polinesia, per cercare di non sentire i tanti tweet.  Però mi arrivano comunque potenti e sgraziati.  Li percepisco come  “quac”. Non per  lei, ma per i miei tre lettori spiego: il “quac” è il suono, il versaccio, che emette la nitticora, che in Lomellina, in modo onomatopeico, viene chiamata  “quac da risere”.  Gli attori comici sono costernati: non riescono a fare di meglio dello splendido Toninelli; aggiungere o togliere qualcosa alle esternazioni di Danilo sarebbe come correggere la Gioconda con un pennarello. Lo splendido apre e chiude il tunnel che non c’è  e farà risplendere Genova  “in pochi mesi al massimo anni”. Lasciando perdere il refuso  mesi e anni – e anche il più grave errore sul  tunnel che c’è e non c’è. Il “ministro” ci inonda di parole e frasi fatte, come quei  piazzisti che alla festa del paese ti appioppano l’attrezzo da cucina che, appena portato a casa non funziona più. Il “conte Danilo” sarà anche allegro; noi no.
Poi c’è il grande Matteo; incomincia a  tweettare al mattino presto, su operazioni di polizia giudiziaria, anche a indagini in corso. Nel  2014 però, Matteone commentava così un’uscita di Alfano: “Pazzesco, un ministro dell’interno, che twitta su indagini in corso, non merita neppure un commento. Il fatto in sé la dice lunga su quel personaggio lì”.  A me “ la dice lunga”  su  di lui. O Matteo, Angelino doveva cercare di attirare voti, come te .. ma “quel personaggio lì” non “aveva il quid” come diceva Silvio, tu ne hai fin troppo, ma se hai amici come Orrban, stiamo freschi!    
Potrei andare avanti, ma non è il caso di tediare con questa spazzatura. In tutto sto vociare, “quaccare” e ragliare c’è però un problema di fondo secondo me: il ritorno degli “ismi”:  populismo, sovranismo, europeismo, antieuropeismo, isolazionismo….Parliamo di cose serie allora. L’Europa è il posto dove si sta meglio al mondo: al nord un po’ meglio al sud un po’ meno.  Questo lo dicono i fatti. Negli Stati Uniti, per esempio, se arrivi sul tavolo operatorio di un ospedale, il chirurgo ti chiede che assicurazione hai, per sapere se può farti un trattamento di serie “A” “B” o mandarti via. Da noi è molto meglio anche se, per esempio,in fatto di sanità, tipi alla Formigoni hanno fatto un po’ di “fufigne”. Alla lunga è stato beccato; ora l’ex governatore sta aspettando, nel limbo, la prescrizione e lui non è così abile e potente, come Silvio, che ne ha avute più di una. Quindi, arrivando al sodo, restiamo in Europa e diamoci da fare per farla migliorare mandando a Bruxelles gente un po’ più preparata di Iva Zanicchi, una per tutti. Secondo mio nonno: “ Quando pensassimo di voler uscire dall’Europa ricordiamoci che, nel secolo scorso, le guerre di casa nostra hanno provocato 70 milioni di morti”.  E i feriti, i mutilati, gli orfani, i fuori di testa? In genere non se ne parla; non abbiamo tenuto il conto. E le distruzioni? Solo a pochi chilometri da casa nostra abbiamo avuto bombardamenti ad un treno sul ponte del Ticino a Vigevano (35 morti), alla stazione di Mortara, al ponte coperto di Pavia (cinquevolte) e anche a... Cassolnovo! E non parliamo della guerra civile tra il 1943 e il ’45!  Dopo il “guaron” del ’15 – ’18, dove avevano perso, è bastato che un ex caporale austriaco mettesse in testa ai crucchi che bastava far fuori, con degli enormi barbecue, qualche milione di ebrei per  diventare più ricchi e più bravi di tutti, con tanta birra, kartoel  e wurstel. 
Attenzione che non siamo molto lontani, col sovranismo. Pensiamo di essere più bravi di tutti; gli spot pubblicitari ci danno dentro: “tutto completamente fatto in Italia”. Poi qualunque cosa tu compri, quando guardi l’etichetta, trovi un bel “Made in China”.
E mentre noi diamo la caccia ai “negher” i cinesi vanno in Africa a coccolarli. Li fanno studiare, gli insegnano  la lingua cinese, portano soldi comprando terre da coltivare. I gialli... guardano lontano! Ma mi dica un po’, direttore, che fastidio le danno i neri?  Le statistiche uciali dicono che gli atti criminali sono in calo. I femminicidi vengono in genere commessi dagli ex conviventi, mariti o fidanzati bianchi. Certo; però le statistiche uciali sono balle inventate dai poteri forti. Noi crediamo ai vari metodi Di Bella. Se uno come Pier Carlo Padoan  parla di economia ad una, arrivata ieri, con una laurea breve, questa se ne esce con: “Questo lo dice lei”. Pensi un po’ se una ministra dell’agricoltura dicesse a un signore, agricoltore da generazioni: “ Mettere l’acqua nelle risaie? Questo lo dice lei:”
 Caro direttore, i nostri uomini guida, quelli culturalmente più vicino a noi, sono i “singron” modello Orban?  O anche il guru più grande che c’è, “u sciù Beppe”, che, dopo essere stato sulle barricate, in val di Susa con i no TAV per prender voti, va in piazza a Roma e farnetica auspicando di vedere  “treni che viaggiano a mille all’ora”. 
Avanti così, con “verifiche” e “fiducie”. Dov’è il cambiamento?
Mi fermo e mi godo il tramonto sull’isola di Pasqua. In Lomellina è Natale e, al massimo, lei si potrà godere un tramonto sulle risaie allagate anche d’inverno… perche?  Auguri.

Capitan Nemo



Caro Capitano, in Polinesia non la invidio. Io detesto viaggiare, ma se lo dovessi fare per forza andrei in un baita su un fiordo, in Finlandia, a caccia di nulla. 
Le risaie sono allagate, come lei ben sa ma gioca facendo finta di non sapere, per motivi ambientali. Pensi un po’ che il primo a sostenere questa pratica è stato il professor Francesco Corbetta (e questo lei non lo sapeva!), lomellino e docente universitario di Botanica, che lo pratica abitualmente da decenni alla sua cascina Zanaglia di Zeme. Lui lo chiama “Il desco dell’airone”, di certo ha eetti benefici non solo sulla fauna, ma soprattutto nella lotta al crodo. Per questo viene sostenuto l’allagamento invernale delle risaie con un piccolo aiuto economico della Regione Lombardia che compensa i costi aggiuntivi. Pochi spiccioli a ettaro e niente a che vedere con i 7 milioni di euro dati al Gal di Mede. Il Gal le interessa?
Il problema di base al suo condivisibile (ma non troppo) sfogo, da orfanello di Renzi e del conte Gentiloni, è che quanto oggi succede è solo il frutto di un dissennato e folle disegno politico portato avanti dai primi anni ‘90 in Europa in una quadro pseudo liberale di occupazione delle istituzioni da parte delle lobby economiche. 
Una occupazione sostenuta, come anche lei fa benissimo, con il ricatto della paura. Cioè con personaggi che si sono magnati letteralmente l’Europa con la scusa di essere l’alternativa buona al comunismo e al fascismo. Lo diceva abitualmente il suo Berlusconi e lo diceva abitualmente il suo Renzi, oppure la sua Merkel, o il suo Francois Hollande (quello che andava dalla morosa col casco). Da ultimo lo0 ha detto il banchiere Mario Draghi, sabato, alla Normale di Pisa, dove ha fatto il consueto comizietto. Con questo ricatto i governi europei per 25 anni hanno ingozzato di denaro i ricchi (i ricchi veri) e aamato milioni di europei. Lo facevano perché tutti loro si dicevano garanti della democrazia e della stabilità europea. Quello che dice ancora abitualmente il presidente Sergio Mattarella, fratello del Piersanti ben più famoso. Fratello come Nicola Zingaretti, fratello del ben più famoso Luca Zingaretti, cioè il commissario Montalbano. Che strano il Pd si ada ai fratelli di quelli famosi e i risultati si vedono!
Mi pare che lei faccia lo stesso percorso: tutto deve restare come è oggi altrimenti tornano guerre, pestilenze, sommosse, nazisti. Insomma se comandano le banche stiamo tutti col sedere per terra, ma le guerre le facciamo solo in Africa e Asia. Magari dimenticando il Kosovo. Si ricorda, capitano? C’era una volta la Jugoslavia...
Capitano, ma fare milionate di poveri in Europa in pochi anni è segno di stabilità? Ma perché non prova ad andare a dirlo a quel bambinetto spaventatodel suo Macron? Uomo fortunato, è bastata una piccolo sparatoria di un disperato e i gillet gialli sono diminuiti.  
Tornando in Italia, facciamocene una ragione, il cambiamento ci deve essere. L’Italia si era adata a Matteo Renzi per cambiare, dopo il disastro di Berlusconi, ma Renzi è caduto come un fico maturo nelle braccia dei finanzieri, delle banche, delle multinazionali e ha accresciuto il problema devastante delle diseguaglianze sociali e del debito pubblico. Perché le disuguaglianze sociali non più sopportabili sono il problema di base (che lei finge di ignorare) di un’Europa che è al capolinea. E non è la paura di Orban (ma perché?) che può fermare il cambiamento. Anzi noi italiani dovremmo essere orgogliosi di essere riusciti a cambiare le cose senza dover spaccare tutto come in Francia. Tanto tutti sappiamo che Macron non rispetterà nessuna delle sue promesse, che sono state fatte solo per dividere la protesta. Ma chi finisce in povertà non si ferma di fronte a un ragazzino – burattino che in due giorni dice di voler ribaltare totalmente le sua politica. Sono balle, mi creda.
Per il resto sono con lei: Toninelli non è in grado. Le “quaccate” su Facebook sono stupidaggini. La Cina si ingoierà l’Africa. Ma lei si immagina un gruppo di cinesi in mezzo agli abitanti del Congo? Come far giocare la Juventus al torneo notturno di Cergnago.
Nonostante la tempesta dei giornali, che dal 5 marzo, ogni giorno, racconta di “caos”, “rissa”, “scontro”, “spaccatura” nel governo Movimento 5 Stelle – Lega, resta il fatto incontrovertibile che questo governo ha fatto di più in cinque mesi di quanto Renzi e Gentiloni abbiano fatto in cinque anni.
Perché la gente sa benissimo che i nostri guai economici non sono certo imputabili a Salvini o Di Maio che non hanno ancora varato nulla di economico. 
La gente si ricorda il referendum della Boschi.  Non è stata una pagliacciata? Sembra passato un secolo. E la Boschi era ministro prima e poi sottosegretario. Era ministro come la Carfagna, o la Gelmini, o Martina, o Lupi (alle infrastrutture come Toninelli!) o Poletti. Ma lei si ricorda Poletti? Sembrava sempre che stesse ordinando un piatto “ad turtlein” e una damigiana di Sangiovese. Ma ha presente Brunetta? Insomma Capitano, sente nostalgia? Ma dai...
Nonostante il mitico Eugenio Scalfari candidi Mario Draghi a presidente del consiglio per far felice il suo padrone, le urne hanno parlato chiarissimo. Se ne faccia una ragione, caro Capitano. E poi lei non spiega quale è la sua alternativa. Perché alternativa non c’è.

Giovanni Rossi

Capitan Nemo © Riproduzione riservata