Mercoledì 12 Dicembre 2018

“Puzza day”: spandimenti “a sorpresa”, non si saprà né dove né quando

Ci saranno certamente altri “puzza day”, cioè giornate come quella della scorsa settimana in cui l’intera Lomellina era invasa da un odore simile a quello del pesce marcio. Non bisogna essere degli indovini per capire che la lobby del “rudo” è decine di passi avanti rispetto alla politica. Infatti mentre ancora oggi si fatica ad ottenere una legislazione adeguata per regolamentare l’uso dei fanghi in agricoltura, i “signori” dell’immondizia sono già proiettati sull’utilizzo dei cosiddette “gessi di defecazione”. 
L’immondizia che è perfetta per sfuggire a qualsiasi controllo degli enti locali. Infatti, a differenza di quanto accade per i fanghi, il Comune non deve essere avvertito dalle ditte che operano lo spandimento. Così diventa impossibile per un sindaco sapere dove, quando e quanto. E di conseguenza è anche difficile mandare un pattuglia per controllare che le cose vengano fatte a regola d’arte. Così quintali di questa poltiglia grigia, dal nauseante odore acre e pungente, sono stati buttati nei campi agricoli nei giorni scorsi, e lo saranno ancora in futuro.  Eppure l’afrore nauseabondo generato dall’uso di queste sostanze, che in pratica può trattarsi di qualsiasi tipo di rifiuto tratto poi con la calce, ha fatto scoppiare la protesta dei cittadini che hanno persino fermato per strada il sindaco per lamentarsi della puzza. “Non abbiamo modo di sapere quando e dove sono sparsi i gessi – ammette il sindaco Marco Facchinotti – e questo è effettivamente una mancanza che ci toglie qualsiasi potere di controllo. Di questo problema ho già discusso con il nostro assessore regionale Silvia Piani che, pur non trattandosi di un tema inerente al suo assessorato di competenza, ha promesso di occuparsene al più presto. Infatti in altre regioni esistono normative più stringenti che riguardano anche l’uso di questi ammendanti dall’odore sgradevole”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata