Giovedì 20 Giugno 2019

Pre Palio al Moro, ma tutto inizia com'era... finito: polemiche sul regolamento

Il capannello dei capitani. In mezzo il Cancelliere Andrea Ghiro. Gesticolano, parlano, gli animi si scaldano. E il pubblico capisce poco e niente. Passano i minuti e Marco Fleba, nelle vesti di presentatore, non sa più cosa fare per non fare annoiare quanti sono presenti davanti al teatro per assistere al Pre Palio. Il Palio riprende come era finito, tra le polemiche. Nel mirino ci sono la Torre e San Cassiano. Ancora. Lo scorso anno, al termine del Palio, il Cancelliere Ghiro aveva sanzionato le due contrade “colpevoli” di non aver preso parte alla sfida finale. E rinunciando, di fatto, rinunciavano anche alla possibilità di vincere il Palio. Problemi loro, potrebbe dire qualcuno... ma non il Cancelliere. Ghiro rifilò 5 caselle di penalità alle due contrade più 5 ulteriori a San Cassiano perché il capitano Vittorio Testa aveva abbandonato la piazza prima della conclusione del Palio. E ovviamente non era vero. Tutto finì in una bolla di sapone: il regolamento non prevedeva (e non prevede) che sanzioni comminate durante lo svolgimento del Palio possano essere “trasferite” all’anno seguente, arrivò poi l’inverno e gli animi si raffreddarono. E le penalità finirono nel dimenticatoio. Fino a sabato scorso. Alcuni capitani ripescano l’argomento e riparte la polemica. Una polemica che resta chiusa in piazza, il pubblico sente solo le parole del Cancelliere. La discussione dei capitani è “muta”. Alla fine della fiera si passa ai voti. Torre e San Cassiano, ovviamente, votano contro. E a loro si aggiungono Moro e Dosso. A favore Braide, Sant’Albino e San Dionigi. Quattro a tre, vince il “no” e palla al centro. Il Pre Palio può iniziare senza penalità. 
E visto che il Magistrato delle Contrade ha “tagliato” la Messa dal programma del Pre Palio, in piazza è arrivato don Alessio Casoni che ha impartito la benedizione al Palio e alle sette contrade. Poi si è ripetuta la cerimonia in cui il Podestà (interpretato da Pierangelo Pirola) ha nominato i sette capitani e i capitani, freschi di nomina, hanno omaggiato Ludovico il Moro e Beatrice d’Este. 
Dopo l’obbligatorio controllo degli archi, si sono aperte le ostilità. Primo gioco: il lancio del brocchiere. Vince la contrada degli orafi con un giocatore d’eccezione: Andrea Pelli, ex capitano ed ex presidente della Torre nonché primo presidente del Magistrato delle Contrade. Secondo Posto per San Cassiano e sull’ultimo gradino del podio sale Il Moro. Tocca poi agli arcieri che si cimentano nella prova di abilità: il gioco prevede che ogni arciere deve colpire una sagoma di animale 3d posta a 15 metri di distanza. Tre sagome e una freccia per sagoma. San Dionigi, Il Moro e San Cassiano portano a casa tre punti; Braide, Torre e Sant’Albino si aggiudicano due punti mentre il Dosso resta a bocca asciutta. Si passa poi alla corsa sui ceppi, che continua ad essere il gioco che più appassiona il pubblico. Vince il Moro, grazie alla prestazione di Tommaso Ferraris che, dopo aver difeso i colori di Sant’Albino, torna alle origini e si veste nuovamente di giallo-verde. Secondo posto per La Torre e al terzo posto arriva il giocatore delle Braide. Poi la “parola” torna ancora agli arcieri. Nella tradizionale sessione di tiro, il debuttante arciere delle Braide sfodera una prestazione maiuscola: Davide Vicini, arciere di chiara fama e temuto da tutti, porta a casa la bellezza di 16 punti. Puntegio mai visto nel Pre Palio. La classifica generale vede così in cima Braide e Moro appaiati a 19 punti: serve una freccia di spareggio per decidere chi partirà dal primo posto. Ramon Turcati, arciere del Moro, pesca dalla faretra la freccia giusta e centra 5 punti. Le Braide si fermano invece a tre. Probabilmente una strategia messa in pista dalla contrada giallorossa per distogliere l’attenzione da quel Davide Vicini che ha tutte le carte in regola per essere l’indiscusso protagonista del Palio.

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