Giovedì 19 Settembre 2019

Pompieri, c’è del fumo... ma era solo vapore! Allarme da Bertè, Facchinotti getta acqua sul fuoco (che non c’è): eccesso di prudenza

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  • 12 Giugno 2019

La paura era quella di una nuova nuvola nera. Dopo il primo drammatico incendio del settembre 2017 e il secondo rogo dello scorso anno, era il 22 giugno, è arrivato un nuovo allarme incendio dalla ditta Bertè. Tra le 15 e 30 e le 16 di mercoledì scorso del fumo che si sollevava dalle macerie ha insospettito i vicini che hanno dato l’allarme. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno riversato sulle macerie una cisterna d’acqua.

I pompieri hanno lavorato per oltre un ora per prevenire ogni eventualità, anche se non c’è stato alcun rischio di innesco. In via Fermi si è precipitato anche il primo cittadino per verificare la situazione e chiarire i fatti. “Non c’è stato alcun incendio – spiega Marco Facchinotti – e nemmeno alcun pericolo che si sviluppassero delle fiamme. Si era semplicemente sviluppato del vapore a causa della differenza di temperatura tra l’esterno e il cumulo di macerie. I Vigili del fuoco hanno versato dell’acqua solo per motivi precauzionali”. Intanto all’interno dell’impianto di via Fermi proseguono i lavori di separazione di rifiuti. Nel momento stesso in cui i vicini, allarmati dal fumo sospetto, chiamavano i Vigili del fuoco, all’interno erano in pieno svolgimento le operazioni di smassamento della montagna di rifiuti. Per la rimozione vera e propria del materiale e la sua movimentazione, invece, sarà richiesta anche la presenza delle forze dell’ordine. “C’è stato una sorta di eccesso di zelo – prosegue il sindaco – ed il rischio è quello di gridare sempre all’allarme. Sono il primo ad essere preoccupato e dispiaciuto per quello che è successo, ma ora tutti gli organi preposti stanno procedendo verso la conclusione di tutta la vicenda. Ricordo infatti che il sito è stato dissequestrato e che la bonifica è in corso. Anche la giustizia sta facendo il suo percorso per accertare cause e responsabilità. Il Comune si è costituito parte civile e ha chiesto un risarcimento per i danni di immagine e le spese sostenute nei giorni dell’emergenza. In questo momento non si può fare di più”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata