Sabato 08 Agosto 2020

Polveri sottili, diossine e il caso Parona

Egregio Direttore, ho aspettato volutamente la fine delle elezioni per informarla sulle conclusioni sulla vicenda delle polveri sottili di Mortara per evitare che correlassero un fatto ambientale per una convenienza elettorale.  La propaganda su questa vicenda non è stata lanciata da me è stata un’uscita del presidente della Consulta (Riccardo Orlandi), guarda a caso proprio in procinto delle elezioni, forse era conveniente per Parona fare credere che bene o male il nostro paese era meglio di altri e si è voluto tirare fuori questa panzana. 

Dato che non solo io ma anche Canna Enrico vuole vederci chiaro quando le cose non tornano prende carta e penna e inizia a scrivere per stabilire la verità. Premetto che Canna è un tipo scrupoloso e non si accontenta di documenti non protocollati come quelli che ho avuto io, pertanto aspetta ancora dal sindaco o da Mortara la versione protocollata. Pertanto dando per buoni i documenti avuti dal Sindaco Lorena e leggendo i documenti della seduta citata nel famoso verbale dove affermava: 

 “Il Sindaco Lorena informa anche di aver partecipato alla conferenza dei servizi per il rinnovo dell’AIA della ditta mortarese SIT, durante il quale ha sollecitato gli Enti ad imporre limiti più restrittivi alle fonti di emissione di questa azienda e a ridurre il periodo in cui l’impianto può funzionare bypassando i presidi di abbattimento delle emissioni (attualmente 5% l’anno)”. 

La ragione di questo intervento sono i dati, giudicati preoccupanti, rilevati dall’Inventario regionale delle emissioni INEMAR del 2014. Rispetto alla versione precedente il contributo della citata SIT è stato corretto alla luce delle effettive caratteristiche tecniche dell’impianto, rivelando emissioni di PM10 pari a circa 140 tonnellate / anno (erroneamente stimate a 20 t/a nel 2012), contro le 11 complessive di tutte le attività industriali di Parona.

Si deduce dai verbali non protocollati che mi ha dato Lorena, che si parla solo di un normale rinnovo AIA, anche leggendo attentamente l’Allegato Tecnico, non si menziona a dati dell’Inemar e non sembra presente a nessun titolo il comune di Parona. Stavolta a Canna non ha risposto il dipartimento di Pavia ma quello di Milano e dalle risposte alle sue domande emerge che non entrano nel merito del valore inverosimile di 141,3 di PM10 ma riportano dati più attendibili tramite misurazione al camino che per l’anno 2018 equivalgono a 20,6 di PTS. Poiché un terzo delle PTS sono polveri grossolane, si può calcolare che l’equivalente valore in PM10 sia 13,8 t/a. Pertanto i dati reali misurati al camino anche per gli anni precedenti confermano che il valore riportato nel Data Base dell’Inemar sia un valore sproporzionato e persone esperte che non operano gratuitamente per il Comune di Parona dovevano come minimo accorgersene, visto che Inemar quando non dispone di dati reali usa le stime di Progetto o delle AIA (Autorizzazioni Integrate Ambientali). Non ci aspettiamo i ringraziamenti dei tanti che hanno fatto i complimenti al Presidente della Consulta e al Sindaco di Parona per il lavoro ben svolto nel fornire dati patacca, ma li invitiamo la prossima volta a studiare di più le carte e ad informarsi prima di fare elogi a sproposito. Se Arpa Pavia insiste a dire che i dati Inemar sono corretti, anziché divagare ci dica l’algoritmo utilizzato e i dati usati per fare il calcolo, perché da informatico quale sono, fatico ad immaginarmelo.

Per terminare ieri all’insediamento della nuova amministrazione il Sindaco ha dichiarato che valuterà se è il caso di ripetere le analisi delle diossine nei terreni per togliere eventualmente le ordinanze che vietano il consumo di uova o polli su tutto il territorio comunale. Mi chiedo come possa pensare un dottore, che le diossine spariscano da sole, al massimo le troveranno aumentate perché si accumulano per via dell’inceneritore. Se volevano ridurle, bastava condividere la proposta avanzata dalle associazioni per fare una conversione dell’impianto che avrebbe migliorato la realtà territoriale che grava anche come concausa degli incendi. 

Riguardo le dichiarazioni del Sindaco sulle diossine la invito a fare sapere cosa ha risposto il responsabile settore Ambiente dell’ATS di Pavia alla specifica domanda dell’intervistatrice:

- tratto da: RAI 1 - Tv7 - Puntata del 01/12/2018 (Capitolo Terra e Fuochi)

- Come si fa a ripulire un terreno contaminato da diossina?

 Risponde:

- Il degradamento è molto lento, per cui data la concentrazione, prima che si dimezzi passa dei decenni, in media sui cinquanta anni. L’unico modo per eliminarla, sarebbe quello di decorticare un terreno tirando via uno strato superficiale dai dieci ai venti cm di suolo. E’ una cosa estremamente complicata poiché oltre tutto abbiamo un terreno  contaminato che non sappiamo dove metterlo. 

 Andrebbe aggiunto: L'inceneritore di Robbins era il gemello di Parona ed è stato chiuso nel 2000 dall’EPA (Environmental Protection Agency US) perché ha violato i limiti federali di emissione dello Stato per il monossido di carbonio, idrocarburi totali, e l’opacità (la quantità di luce oscurata). Inoltre, il superamento dei limiti operativi era causa di una inefficiente temperatura dei gas di combustione durante quel periodo. Queste anomalie potevano provocare la formazione e l’emissione di sostanze tossiche, come le diossine e i furani.

Poi il responsabile fornisce dati preoccupanti sulla mortalità della nostra provincia, ho cercato e trovato anche i dati su Parona che la vede collocata al 4° posto della provincia di Pavia con un Valore Indicatore del 16.07 molto alto se si tiene conto che l’indice di vecchiaia (178,4) è molto basso rispetto agli altri paesi.

I pochi paesi che sono davanti a Parona per la statistica sono poco attendibili perché hanno pochi abitanti, il valore inizia ad essere attendibile quando hanno almeno 2000 abitanti come Parona. Per cui anche riguardo la mortalità guarda a caso, abbiamo un triste primato.

Questi dati sono “standardizzati per età” per il periodo 2009-2016 e riguardano il tasso di mortalità per tutte le cause.


Indice di mortalità

Rappresenta il numero medio di decessi in un anno ogni mille abitanti.


Indice di vecchiaia

Rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione. È il rapporto percentuale tra il numero degli ultra sessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. Ad esempio, nel 2018 l’indice di vecchiaia per il comune di Parona dice che ci sono 178,4 anziani ogni 100 giovani.

 


Per cui le ordinanze di divieto evitano i danni delle diossine, all’asilo le mamme si stupivano che erano maggiormente femmine rispetto ad altri paesi, è stata spiegata l’analogia con Seveso, suggerisco pertanto a Lorena di non sprecare altri soldi per non trovare le diossine che ci sono e ci saranno per tanto altro tempo ancora a Parona.

 Penso con questa esposizione di aver rimesso le cose a posto, Parona rimane il paese più inquinato d’Europa sempre che altri non ci dimostrano che come estensione ci sia qualcuno peggiore di noi fornendo dati verificabili e non con delle patacche come quelle raccontate su Mortara.

Poi la ringrazio se può chiarire un equivoco, tanti pensano che sia contro l’inceneritore e intendo farlo chiudere. 

Nulla di più sbagliato, mi sono sempre battuto per migliorare la politica territoriale dei rifiuti, proponendo un sistema di raccolta che punta al recupero dei materiali e non all’incenerimento. La conversione era in sintonia con le nuove direttive europee e serviva per perfezionare e rendere più competitivo un impianto che è peggiorato da tecniche ormai considerate obsolete come il revamping della prima caldaia, avvengono solo per finalità politiche, dove tutti sono compiacenti incluso il Sindaco di Parona che non ha condiviso niente in tal senso, ma continua a fare credere di essere un ambientalista.

Renato Soffritti


Stimato signor Soffritti, lei dice con coscienza di fare chiarezza. E’ vero, l’ha sempre fatta.

Ma è sicuro che interessi oggi fare chiarezza sulla situazione ambientale in Lomellina? Le chiedo, lei ritiene che dopo il rogo di una settimana alla ditta Bertè sia cambiato qualcosa? Crede che ci siano persone che si sono fatte da parte, oppure che sia stato fatto un semplice giochino di scatole cinesi e che i personaggi siano sempre gli stessi? Lei crede che qualcuno si sia almeno fatto questa domanda?

E’ un esempio banale. Ma temo che il suo sforzo di mettere le cose a posto, di spiegare con dovizia di argomentazioni quello che succede, sia un ottimo motivo per far finta di nulla. Oggi l’ambiente è la grande, drammatica, emergenza Lomellina, ma parlarne dà noia, infastidisce. Ricordo una sua osservazione: nel bilancio del Clir non appaiono entrate dovute alla raccolta differenziata. Dal Clir sarebbe dovuta arrivare una dura smentita. Invece nulla. 

Il Clir sono i sindaci. Buon lavoro.

Giovanni Rossi

Renato Soffritti © Riproduzione riservata