Venerdì 05 Giugno 2020

Polveri sottili alle stelle, i dati Arpa: martedì 14 il record. Ma Cattaneo getta acqua sul fuoco: con un po’ di vento è passato tutto...

Cosa hanno respirato i lomellini in questi giorni? Un sacco di polvere. Anzi, di polveri sottili. Le temibili polveri ultra sottili, il cosiddetto Pm2,5, è stato costantemente sopra la soglia di allarme. Allarme rosso tra il 12 e il 15 gennaio. Poco meglio è andata nei giorni precedenti. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità per tutelare la salute il Pm2,5 non dovrebbe superare la media annuale di 10 particelle per metro cubo.

Nel corso del “giovedì nero”, (il 14 gennaio) le centraline mortaresi hanno registrato una concentrazione media di 41 microgrammi per metro cubo. E se Mortara piange, il resto della Lomellina non ride. I dati delle centraline Arpa hanno messo in evidenza come la qualità dell’aria sia stata pessima nel corso del mese di dicembre e per tutta la prima metà di gennaio. E l’immagine pubblicata sul sito di Arpa rende l’idea del tasso di inquinamento meglio di qualsiasi altra descrizione. La Lombardia è attraversata da una macchia viola che contraddistingue un alto tasso di inquinamento. Ma non è tutto, infatti il 2019 si è concluso con un peggioramento della qualità dell’aria rispetto ai dodici mesi precedenti. E il 2020 non poteva iniziare in modo peggiore. In situazioni come queste un amministratore locale può ricorrere a una misura urgente come il blocco del traffico. Nelle settimane scorse è stato fatto sia a Milano, ma anche a Vigevano. Misure ora revocate. 

A Mortara, invece, una soluzione così drastica non è mai stata presa in considerazione. Anche perché, come sostenuto da Arpa dopo uno studio del 2015, le cause dell’inquinamento, in Lomellina, sarebbero legate al traffico automobilistico solo in minima misura. Per l’Agenzia regionale per l’ambiente l’inquinamento è prodotto prevalentemente dalle emissioni delle stufe a pellet. Altro che inceneritore, centrali elettriche e impianti industriali con camini simili ai termodistruttori, il pericolo arriva dalla stufa a “pellet” del vicino di casa. Sarebbero soprattutto i processi di combustione delle biomasse a far aumentare la concentrazione di polveri sottili nell’aria e, a quanto pare, in Lombardia il problema è generato in larga parete da stufe e camini. In percentuale le industrie hanno un’incidenza minore.

Addio al blocco del traffico: a “pulire” l’aria ci ha pensato il vento. E l’emergenza è già dimenticata. Così come il blocco delle auto. Infatti da ieri, martedì 21 gennaio, sono state revocate le misure temporanee di primo e di secondo livello nei Comuni con più di 30mila abitanti in cui l’inquinamento dell’aria aveva superato i limiti. Inoltre dalla Regione piovo no rassicurazioni.

“Sono bastati due giorni di condizioni meteo-climatiche appena un po’ più favorevoli – spiega l’assessore all’ambiente e clima della Regione Lombardia, Raffaelle Cattaneo (nella foto) - qualche pioggia e un po’ di vento e la qualità dell’aria in Lombardia è rientrata al di sotto del limite di 50 microgrammi per metro cubo. Oggi i dati ci dicono che in tutta la Lombardia i dati del Pm10 sono al di sotto del limite. La qualità dell’aria è certamente migliorata. Tutto questo conferma che la criticità dei giorni passati è legata a condizioni climatiche sfavorevoli, non appena il clima diventa più amico i valori della qualità dell’aria rientrano sotto i limiti, a conferma dell’efficacia e l’adeguatezza dei provvedimenti adottati da Regione Lombardia”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata