Sabato 24 Ottobre 2020

Politici dal volto umano

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  • 12 Settembre 2018

Quale sarà l’effetto sui cittadini del filmato che mostra il ministro Matteo Salvini che, come un leone ferito, si difende da una sequestro di persona) sul caso della nave di profughi tenuta per qualche giorno lontana da un porto italiano, fino al sequestro dei beni della Lega di cui è segretario?
Di certo sono ben diversi gli angoli di visuale di una vicenda che si cala nel momento in cui il governo di Giuseppe Conte compie una serie di reali e profondi cambiamenti di una società italiana che, in modo preoccupante, allargava il baratro tra cittadini e istituzioni. Un baratro che certamente ha avuto come vero “mattatore” l’ex segretario del Pd Matteo Renzi.
Un baratro che era iniziato negli anni di “Mani pulite” quando ladroni confessi che si erano ingrassati a forza di tangenti sono rimasti candidamente al loro posto.
Anzi, in alcuni casi, sono poi ricomparsi in posizioni di ancora maggior potere in “nuove” formazioni politiche spuntate dopo l’implosione dei vecchi partiti storici, Dc, Psi, Pci, Pri, Pli, Msi e così via.
Lo scontro tra poteri dello Stato visse in quegli anni un periodo fosco. Allora (si è saputo dopo) la mafia trattava con le istituzioni, i partiti erano diventati non uno strumento di rappresentanza, ma un socio in affari dello Stato. 
Emergevano, allora, in tutta la loro gravità i due veri problemi nazionali: la corruzione e l’illegalità. Problemi che anche la Lomellina ha vissuto direttamente, non solo per la condanna del segretario comunale mortarese, ma per gli altri numerosi casi di fatti di dubbia legalità che scossero, o magari neppure scossero, le istituzioni. Seguendo la solita regola che “tanto non succede niente”, la politica è sempre sopravvissuta a se stessa, si è fatta gli affari suoi, allontanando sempre più i cittadini da se stessa. Poi, solo pochissimi mesi fa, è arrivato il “governo del cambiamento”, cresciuto sui ruderi abbandonati da Matteo Renzi sulla penisola, sugli sghignazzi dei costruttori durante i terremoti, sul supporto determinante di Denis Verdini (condannato a 6 anni e 10 mesi per il crack di una banca fiorentina), sul babbo di Maria Elena Boschi. 
Un governo contro cui si è aggregata una buffa santa alleanza di tutto il resto del mondo, finito in larga minoranza, dai partiti in caduta libera, Forza Italia e Pd, fino ai giullari di potere su televisioni, radio e giornali. Tutti quanti insieme.
Ed ecco Matteo Salvini che deve difendersi come un leone ferito dal reato di sequestro di persona per il caso della nave di immigrati e che deve difendere la “sua” Lega, che nulla ha a che vedere con la Lega di Umberto Bossi. Ma sempre Lega resta.
Per prima cosa è giusto che la magistratura faccia il suo corso. 
E’ giusto perché un imputato, che sia Salvini o un altro, non può avere scorciatoie di comodo.  E’ giusto perché un caso del genere, che vede coinvolto un ministro dell’Interno, serve a far capire in che condizione i cittadini sono chiamati a porsi verso le istituzioni dello Stato. Perché ogni giorno ci sono cittadini che sono imbrigliati in atti giudiziari poco comprensibili e quindi se capita a un ministro può servire ad aiutare una crescita del sistema giudiziario italiano, che certamente non brilla per efficienza o per uniformità nelle diverse sedi operative. 
Ci limiteremmo a citare il caso dell’omicidio Poggi a Garlasco e di quanto accadde allora.Resta il fatto che l’episodio di un ministro che interviene vietando l’accesso a stranieri in Italia, per la morale popolare, non può certo sembrare un reato. 
Ovvero, a nostro giudizio, il caso del Salvini colpevole di tutto promette solo di aumentare la popolarità e il successo di Matteo Salvini nell’asfittica politica italiana. Successo dovuto anche all’atteggiamento dei suoi alleati del Movimento 5 Stelle che hanno mantenuto fermo il timone della richiesta di legalità, senza sbavature. Anche perché tutti sanno che chi ha lucrato sui soldi della Lega Nord (soldi del partito) non ha più nulla a che vedere con la Lega e che quanto successo a Umberto Bossi, comunque, è stata un’operazione fatta a danno di una persona malata, menomata da una malattia cui era sopravvissuto per miracolo. 
Ma Salvini è la Lega oggi e la Lega deve pagare. Un fatto che aiuterà il Belpaese nel suo cammino verso la richiesta forte di legalità, che viene da ogni angolo della nazione. Intanto il governo Conte, la coalizione Movimento 5 Stelle – Lega, cresce nella capacità di agire, nelle iniziative che traducono in fatti il cambiamento che la gente chiede da troppi anni. Perché la disoccupazione, la crescita della povertà, l’immigrazione senza regole, lo strapotere delle banche, i giovani senza futuro, sono tutti gli straordinari alleati di un Salvini indagato che dice quello che pensa, come al solito.
Che piaccia o no ai pensionati d’oro, ai mantenuti dalle istituzioni o alle ex aziende di abbigliamento che gestiscono la rete delle autostrade.

Giovanni Rossi © Riproduzione riservata