Mercoledì 28 Settembre 2022

Piazza Giovanni XXIII chiude, tolleranza zero per gli stranieri. Arriva una recinzione metallica

L’assessore alla sicurezza Luigi Granelli si veste da “apprendista” Matteo Salvini e inaugura la politica delle porte chiuse. Se in vicepremier ha tracciato la strada minacciando la chiusura di porti e aeroporti, Luigi Granelli pensa alla costruzione di reti e cancelli per recintare l’area verde di piazza Giovanni XXIII. Addio, quindi, ad un pezzo di area pubblica. Il parchetto davanti all’ex gelateria Hollywood sarà infatti chiuso e reso inaccessibili. Una scelta clamorosa che arriva a pochi mesi di distanza dalla rimozione delle panchine poste nella stessa zona. No alle panchine, sì alle barriere. I due provvedimenti hanno lo stesso scopo. L’amministrazione vuole impedire che l’area diventi una zona franca ed esclusiva di una solo gruppo etnico che, sostiene l’assessore, non ha fatto alcun passo in avanti sul piano dell’integrazione e del rispetto delle regole della convivenza. Ancora bivacchi, ancora sedie e materassi, ancora deiezione di ogni tipo in mezzo ai cespugli. Ma a subire gli effetti della scelta dell’assessore di chiudere l’accesso a parte di piazza Giovanni XXIII è l’intera città che “perde” un’area pubblica. “Piacerebbe a tutti una completa e perfetta integrazione – spiega Luigi Granelli – ma, nonostante i molti tentativi compiuti, la situazione nella zona non è cambiata. Non c'entra nulla il colore della pelle. Il problema è semplicemente il rispetto delle regole. Abbiamo provato con le buone, con il dialogo, con il confronto. Poi siamo passati alla rimozione delle panchine, ma ancora la situazione è rimasta la stessa. Avevamo chiesto di non fare bivacchi, di non sporcare e di non fare i bisogni sotto le finestre dei residenti. I fatti sono stati invece  ben diversi. Nel parco sono comparse sedie e persino materassi. Le aiuole continua ad essere i sevizi igenici a cielo aperto per i ragazzi che passano tutta la giornata in quel parchetto. I residenti del quartiere sono esasperati. Sono convinto che saranno della mia parte e di tutta l’amministrazione che condivide la mia iniziativa. Anche perché il problema non solo è evidente, ma riguarda anche un aspetto molto più grave e di delinquenza vera”. Il sospetto, infatti, è anche quello che la zona sia diventata un’area di spaccio di droga. “C’è un via vai continuo e sospetto – rincara la dose l’assessore alla sicurezza – il timore è quello che ci sia uno smercio di sostanze stupefacenti. I nostri agenti non possono fare perquisizioni sulle persone se non colte sul fatto”. La risposta è quindi la creazione di nuove barriere. Altre divisioni. La recinzione dovrebbe essere realizzata tra una decina di giorni. Inoltre sarà realizzato un cancello in ferro che, però, rimarrà inizialmente chiuso rendendo la zona “off-limits”. Solo in seguito l’amministrazione andrà a caccia di un’associazione che si renderà disponibile per la gestione del parco. L’obiettivo è, quindi, quello di riaprire il parco e dio offrire un servizio dedicato alle famiglie e ai bambini della città.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata