Mercoledì 11 Dicembre 2019

Petizione Bertè conclusa, le firme inviate al Prefetto

Sono state raccolte 611 firme, registrate 3mila e 394 visualizzazioni, ottenute un totale di 593 condivisioni. Si è chiusa così, domenica scorsa a sette giorni dalla sua apertura, la petizione voluta dagli ambientalisti per chiedere chiarezza sul rogo Bertè, a due anni dal terribile incendio della discarica di via Fermi. Le firme verranno ora trasmesse  alla Prefettura di Pavia e alla Procura. 

“Riteniamo - commenta Adriano Arlenghi, tra i promotori dell’iniziativa - che la campagna effettuata sia stata utile. Ha espresso solidarietà e ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica e dei giornali un tema che aveva ed ha tuttora, un grande bisogno di trasparenza e di  una nuova visione nella gestione dei rifiuti. Segnala la necessità di una discontinuità forte rispetto al passato da parte delle istituzioni e del mondo della politica. Un monitoraggio più stringente in quello che ormai viene chiamato da tutti il grande businnes dei rifiuti. Nel nostro piccolo, partendo dal basso, stiamo intraprendendo una campagna di trasparenza e di legalità. Un complimento di cuore va infine al coraggio dimostrato da Loriana Zanuttigh, legale di Futuro Sostenibile, che ha posto all’attenzione di tutti il tema della legalità a Mortara”. 

E’ stata infatti l’associazione presieduta da Alda La Rosa a denunciare gli inquietanti legami che intercorre tra la società Eredi Bertè e la ditta che attualmente si occupa a Mortara della gestione dei rifiuti. L’incendio è stato dichiarato doloso dall’autorità giudiziaria. Per questo il costo della bonifica non sarà a carico dell’assicurazione che copriva l’attività industriale, ma si attuerà con un esborso economico di Regione Lombardia. In pratica saranno i cittadini a pagare. Intanto sabato scorso, in concomitanza con il secondo compleanno della vergogna, il circolo mortarese del Partito della Rifondazione Comunista ha organizzato un presidio davanti ai cancelli della discarica. Sullo sfondo un cumulo di macerie carbonizzate, da due anni in attesa di essere rimosse e smaltite correttamente. 

“È ora – commenta Giuseppe Abbà - di dire basta a questo andazzo. Purtroppo, non solo a Mortara, i roghi dei rifiuti si sono susseguiti in maniera impressionante grazie ai quali alcuni privati hanno aumentato i loro profitti. La filiera dei rifiuti deve essere ricondotta interamente sotto gestione pubblica. Non deve essere consentito che soggetti privati, il cui unico scopo è il profitto, accumulino denaro incuranti dei danni ambientali e della salute dei cittadini. E’ inoltre necessario ampliare i controlli per il monitoraggio del territorio favorendo la partecipazione dei cittadini, dei medici e dei lavoratori della Sanità, delle associazioni di tutela dell’ambiente”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata