Domenica 08 Dicembre 2019

Per il Besostri è iniziata la solita caccia lomellina “a qualcuno che paga per noi”

  • Mede
  • 20 Novembre 2019

AAA gestore del teatro cercansi. L’unico modo per salvare il Besostri e riprendere la stagione musicale sembra quello di affidarsi ad esterni, che prendano in concessione gli spazi e organizzino i vari appuntamenti. Il Comune, che possiede il teatro di via Matteotti, contribuirebbe solo con le utenze e la manutenzione. Si delinea un futuro incerto per il teatro cittadino dopo l’assemblea di giovedì scorso. 

Sembra allo stesso modo difficilissimo che la stagione teatrale possa riprendere, come era stato annunciato in un primo tempo, per il semestre da gennaio a giugno. Molto più probabile un avvio a settembre 2020, saltando di fatto un’annata e continuando nel frattempo a concedere il teatro per appuntamenti esterni, in affitto alle varie compagnie senza una vera e propria rassegna. Del futuro della Fondazione Amici del Teatro, che “fondazione” in realtà non è ma usa questo termine solo come nome proprio, non si è parlato. Non si è mai realmente trasformata in “fondazione”, ha dato solo una grossa (e preziosissima) mano nell’allestire i vari eventi. Il Comune ha pubblicato venerdì sull’albo pretorio una delibera di giunta in cui “intende verificare le possibilità di una riorganizzazione delle modalità di gestione”. Verrà affidato ad un professionista esterno alla città il compito di individuare qualche ditta del settore in grado di allestire una stagione e, soprattutto, di tirare fuori i soldi. Gestirà poi gli eventuali guadagni come una vera e propria agenzia, ma almeno non ci rimette più il Comune. Le ipotesi alternative nei mesi scorsi andavano addirittura dalla liquidazione del Besostri fino alla riconversione in teatro civico. 

“Affermare che “noi lo avevamo detto” non è mai un’espressione simpatica né particolarmente originale – è il commento di Antonella Bertarello, capogruppo di minoranza – ma… noi lo avevamo detto. Eravamo da sempre contrari al ripristino del Besostri proprio per la paura di non riuscire poi a mantenerlo in vita, visti i costi. Di fatto è quasi sempre stato in difficoltà finanziarie nonostante la buonissima qualità degli appuntamenti artistici”. 

E per questo, siccome “le figure professionali attualmente in forza presso l’ente comunale (così è scritto nella delibera) non dispongono di tutte le competenze necessarie per lo svolgimento di un’analisi della situazione del teatro Besostri” l’ultima spiaggia è trovare qualcuno che riporti la stagione teatrale e soprattutto un bilancio in attivo.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata