Martedì 12 Novembre 2019

Pendolari, la speranza si chiama TreNord: arriveranno “nuovi” treni... di seconda mano!

Ma spunta la grana-biciclette: i viaggiatori denunciano condizioni di scarsa sicurezza. Intanto da Milano arriva l’annuncio di nuovi convogli: sostituiranno il 50% delle corse

Nuovi treni ad aprile ma sempre i soliti problemi sulla Mortara-Milano. L’amministratore delegato di Trenord, ha annunciato che per questa primavera arriveranno sulla linea ferroviaria Mortara-Milano dei treni Vivalto a 6 carrozze, usati in precedenza da Trenitalia, e che sostituiranno il cinquanta per cento delle corse fatti da treni a piano ribassato fino ad ora utilizzati.

Intanto che i pendolari aspettano e sperano, i soliti problemi di sempre si verificano ogni giorno, e specialmente nelle ore di punta accadono i casi peggiori di disagio.

Un episodio esemplare è quello che succede sul treno delle 22 e 42 da Milano Porta Genova per Mortara. In una situazione di pericolo, le bici fanno da tappo e abbattono definitivamente anche le minime basi di sicurezza già precaria sui treni della linea Mortara – Milano.

I pendolari indignati si sono scatenati come sempre sul web, scrivendo della loro rabbia e raccontando episodi accaduti in prima persona.

Questo non vuol dire che le bici siano un problema, perché comunque molti usano questo mezzo per lavorare o per andare a lavorare al posto di usare un ulteriore mezzo pubblico. “Il problema – dichiara Vanessa Giancane, presidente dell’associazione pendolari MI.MO.AL – è che le bici non dovrebbero e non devono bloccare i passaggi tra una passatoia e l’altra per questioni di sicurezza, dovrebbe per lo più esserci informazione per quanto riguarda il deposito ed il trasporto di bici sul treno e poi ulteriori controlli per far sì che venga rispettata tale regola”.

In caso di emergenza sarebbe difficile intervenire perché si rischia già ora di inciamparvi e comunque occupano spazio, soprattutto per chi viaggia su una sedia a rotelle o una madre con una carrozzina oppure una persona anziana che ha difficoltà a spostarsi agilmente.

“In caso di emergenza – continua Vanessa Giancane - non oso immaginare cosa potrebbe succedere, Trenord per ora da quello che risulta non sta facendo nulla, visto che chiunque mette bici dove capita e spesso ce ne sono anche tre o quattro per vagone. Oltretutto, i proprietari dovrebbero averne anche la custodia, cosa che non accade visto e considerato che una volta saliti sul treno legano la bici al palo e poi si siedono”.

Sono veramente pochi i pendolari che viaggiano regolari con la bici pieghevole o che la appoggiano nel vano apposito con regolare titolo di viaggio, visto che esiste anche un abbonamento per le bici. Servirebbe più controllo per la tutela di tutti.

“Già le condizioni di viaggio sono precarie – continua Vanessa Giancane - se poi ci si mettono con le biciclette la precarietà del servizio peggiora ulteriormente. Se ci fossero i controlli e le giuste indicazioni, le persone seguirebbero meglio la regola per il trasporto delle bici al posto di metterle in mezzo ed ostacolare il passaggio”.

Nei commenti su Facebook molti hanno detto che Trenord dovrebbe disporre delle carrozze per il trasporto delle biciclette ma in realtà le carrozze riservate al trasporto di bici sono in testa o in coda al treno. I treni con carrozze adibite al trasporto delle biciclette sono indicati nell’orario ferroviario con il simbolo della bicicletta, il punto è che non sono in tutti i convogli che vi circolano e non vi è nessuna informazione a riguardo.

Martina Girgis © Riproduzione riservata