Lunedì 26 Ottobre 2020

Panchine tolte anti emigrati: Robecchi l’aveva già fatto, Abbà “Sono manovre diversive”

La rimozione delle panchine in piazza Giovanni XXIII diventa un “caso” politico che sarà discusso nel prossimo consiglio comunale. Infatti Giuseppe Abbà,esponente del partito della Rifondazione Comunista ha presentato lunedì, una mozione per il ripristino delle sei panchine tolte su “ordine” della segreteria cittadina della Lega. 
“Questo gesto – commenta duramente Giuseppe Abbà - colpisce tutti i cittadini, in quanto le panchine sono un bene comune dove chiunque, indipendentemente dall’etnia, può usufruirne ed è ispirato da pura cattiveria, nonché motivata evidentemente dal fatto che gli attuali amministratori, avendo combinato ben poco nel corso del loro mandato. Basta pensare ai recenti disastri collegati alla situazione ambientale, alle difficoltà del bilancio, alla questione della piscina, alle spese inutili come il trasferimento degli uffici di palazzo Cambieri o la “macchina per le impronte digitali”. In sostanza puro immobilismo e “galleggiamento” sopra i numerosi problemi della città. Ritengono di spostare il discorso, per altro favoriti dagli atteggiamenti del Governo, additando come capri espiatori povera gente in fuga da fame, miseria e guerre”. Ma la strategia di eliminare delle panchine per non avere più sotto gli occhi il “diverso” non è certo nuova. 
Già la giunta Robecchi aveva tolto le panchine in piazza Italia, dichiarando che le avrebbe rimesse a fine lavori sulla pavimentazione. Cosa poi mai avvenuta. Anche in quel caso il vero scopo era togliere la possibilità di sedersi alle donne emigrate che aspettavano l’uscita da scuola dei loro figli. “Eventuali problemi di comportamento – continua l’esponente della sinistra cittadina -  possono evidentemente riguardare indifferentemente italiani o stranieri e devono essere risolti con la sorveglianza e anche facendo “pedagogia” e non certamente privando la città di pezzi di arredo urbano”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata