Sabato 14 Dicembre 2019

Ospedale, questa sera e venerdì assemblee, l’assessore regionale neppure invitato. E chiude anche l’agenzia entrate

  • Mede
  • 13 Novembre 2019

Le sorti del pronto soccorso sembrano già segnate, con la chiusura dei battenti che pare imminente già per i primi mesi del prossimo anno. Le voci si rincorrono sempre più insistenti e manca solo l’ufficialità, dopo il lancio in anteprima della notizia su questo settimanale nell’uscita di sette giorni fa e la ripresa a ruota nei giorni successivi, “ad orologeria”, delle altre testate locali. 

Intanto anche l’agenzia delle entrate di via Gramsci lascerà Mede per sempre. I suoi uffici nei prossimi mesi saranno accorpati a quelli di Mortara. Le ragioni sono le solite, quelle di “riorganizzare il personale e di contenere i costi”. Chiunque della Bassa dovrà quindi recarsi nella Città dell’Oca per usufruire di questo servizio. Almeno in questo caso l’ufficialità e la conferma sono arrivati, proprio per bocca dell’amministrazione comunale. In un territorio sbeffeggiato dai politici, che spesso appartengono agli stessi partiti dei sindaci a cui ammazzano le città, sembra davvero difficile fare qualcosa per fermare l’emorragia di servizi. Mede ci proverà stasera con un’assemblea in municipio. I sindaci invitati dal “padrone di casa” medese sono addirittura 43. Tutti quelli lomellini fuorchè Vigevano, Gambolò e dintorni, i paesi più lontani da Mede. Gli altri, da Cilavegna a Garlasco a Robbio a Sannzzaro fino ai centri più piccoli, dovrebbero esserci tutti. 

La riunione sarà stasera, mercoledì, alle 21. Cercheranno di fare squadra per protestare contro una politica assolutamente indifferente alle esigenze dei territori periferici come il nostro. Forse verranno prese decisioni come l’avvio di petizioni, raccolte firme, mozioni, proteste di vario tipo. Due giorni dopo (venerdì) la Commissione speciale in difesa dell’ospedale, che per ora ha “difeso” molto poco dato che il San Martino è di fatto una scatola vuota con pochissimi servizi funzionanti, si riunirà ancora dopo alcuni mesi. 

La convocazione della riunione è indirizzata anche a Mara Azzi, direttore generale di Ats Pavia, a Michele Brait, stesso incarico ma in Asst, all’assessore regionale Silvia Piani (Lega), ai consiglieri regionali Roberto Mura, Lega, Giuseppe Villani, Pd, Ruggero Invernizzi (Forza Italia) e Simone Verni, Pentastellato. Chissà quanti di questi si presenteranno davvero. Nel lungo elenco manca il nome di Giulio Gallera, assessore regionale alla sanità, che l’amministrazione comunale di Mede aveva annunciato di voler assolutamente invitare all’assemblea successiva. 

Secondo molti la riunione di venerdì alle 15 sarà quella che sancirà il “colpo di grazia” al San Martino, quella che dirà ciò che tanti sanno già e molti fingono di non sapere. Dal 2020 c’è chi rischierà di fare anche trenta o quaranta chilometri per usufruire di un servizio che prima aveva sotto casa e che può significare sopravvivere o morire. La chiusura nelle ore notturne avvenne due anni fa, nell’ottobre del 2017. Rimase un mezzo di soccorso avanzato con infermiere a bordo, garantito 24 ore su 24. 

Il sindaco di Mede Giorgio Guardamagna (nella foto), che annuncia in caso di conferma della decisione di “fare tutto il possibile come Comune per far tornare Asst e la Regione sui propri passi”, esprime il suo pensiero con un post su Facebook. 

“La situazione che riguarda la sanità è complessa – ha scritto il primo cittadino medese – e non di competenza comunale. Ed è altrettanto certo che il Comune ha sempre fatto quanto in suo potere, e continuerà a farlo, per difendere quanto abbiamo e vogliamo mantenere. La progressiva perdita di numerosi uffici e servizi è sempre dipesa da volontà sovracomunali, di cui quasi mai si è potuto avere ragione. Ancora capiterà, anche a breve, per altre situazioni. Ciò sta a rappresentare che questo sistema generale non funziona, ormai è ridotto a ragionare esclusivamente sui numeri e sui soldi, lasciando ultimi i veri bisogni dei cittadini. Voglio però anche dire che, se ho responsabilità in tutto ciò, me le assumo e ne rispondo come giusto. Tuttavia mi piacerebbe che il confronto su temi di questa importanza non si riducesse a divulgare notizie senza averne certezza di veridicità, od enunciazioni roboanti che, se possono far guadagnare qualche social-consenso, o scatenare reazioni ancor più forbite, non producono nulla più di parole fuori luogo. Sarà cura dell’Amministrazione fornire le corrette informazioni e motivazioni di eventuali provvedimenti, una volta ottenutele da chi le può e deve dare, e prendere le decisioni conseguenti coinvolgendo la cittadinanza ed il territorio contiguo”.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata