Venerdì 06 Dicembre 2019

Ore 6 e 20 fiamme in raffineria

L’allarme è cessato intorno alle 8 del mattino, ma già alle 6 e 20 mezza Lomellina era stata svegliata dal boato dell’esplosione. Subito dopo l’Isola 7 della Raffineria Eni di Sannazzaro ha iniziato ad emanare fiamme e una densa colonna di fumo nero. Ecco un’altra giornata, vissuta con l’incubo del disastro ambientale e con la mente che viaggiava agli incendi precedenti, soprattutto a quello del dicembre 2016 che obbligò la gente a tenere chiuse le finestre. Il rogo, che ha causato un fumo nero visibile da chilometri e un’aria che per qualche minuto era irrespirabile, è stato domato dalle squadre di sicurezza interne e dopo un’ora era tutto spento. La squadra dei vigili del fuoco di Pavia è rientrata al comando provinciale alle 10.

L’Isola 7, un’area piuttosto vecchia dell’impianto, aveva in programma un fermo per manutenzione. L’incidente sarebbe avvenuto per l’esplosione di un contenitore sotto pressione dell’area di gassificazione. Sul posto oltre alla polizia e ai vigili del fuoco pavesi (unica squadra esterna) sono arrivati anche i tecnici di Ats. Non risultano feriti. L’unico danno è una vetrina rotta a Sannazzaro. L’attività della raffineria non si è fermata. Oltre ad Eni, anche l’amministrazione comunale di Sannazzaro getta acqua sul rogo. “L’evento non ha avuto alcuna conseguenza per le persone impiegate negli impianti – è il comunicato di Eni – e ha generato una certa fumosità che si è esaurita nell’arco di dieci minuti. Non si è verificato alcun incendio. Verificate le condizioni di sicurezza, l’allarme è cessato dopo circa un’ora”. 

Dal canto suo il sindaco Roberto Zucca ha comunicato dalla pagina ufficiale di Facebook del Comune quanto stava succedendo. “Alle ore 6 e 35 circa, sì è sentito un forte boato in raffineria – ha scritto Zucca – e abbiamo attivato le procedure interne comunali (Pec). È stato attivato l’allarme interno Eni e ora sta rientrando. Nessun ferito, tutto sotto controllo. Vi terremo aggiornati”. Tutto bene, dunque, anche se gli accertamenti continuano. L’aria non risultava inquinata dalle analisi nemmeno dopo l’incendio (la “palla di fuoco”) del 1° dicembre 2016 che devastò l’impianto est. Aria irrespirabile, finestre chiuse per qualche giorno, il cielo colorato di rosso e un operaio leggermente ferito. L’Isola 7 fu oggetto di un altro incidente nella mattinata del 5 febbraio 2017, meno grave del precedente e domato in poco tempo.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata