Lunedì 06 Aprile 2020

”Operazione Emigma”, bloccata dai carabinieri la 32enne “miss oleodotto”

È stata arrestata anche “miss oleodotto”, l’ultima componente della banda dei vampiri del gasolio che hanno svuotato le tubature di mezza Lomellina, a volte con gravi danni ambientali. 
La donna, 32 anni, è stata arrestata in Lettonia, il suo paese di origine, dove si nascondeva da alcuni mesi e dove nel settembre scorso fu individuato anche un altro componente della banda. E’ stata la polizia di Terehova, un piccolo centro vicinissimo al confine con la Russia, a rintracciarla e a metterle le manette ai polsi. 
Questa banda italo-lettone, di cui N. J. (si conoscono solo le iniziali della donna) era l’ultima componente ancora a piede libero, secondo le indagini dei carabinieri culminate con l’operazione 
“Enigma” si era resa responsabile in un paio d’anni del furto di decine di milioni di litri di gasolio, senza contare – ed è impossibile quantificarlo – quello sversato sul terreno in una zona vastissima, che passando dalla Lomellina arrivava fino a Lodi, Piacenza e Alessandria. Il carburante prendeva poi la strada dell’Europa dell’Est. 
Forse sono stati loro, nel maggio del 2016, a tentare il colpo anche all’oleodotto Sarpom che passa nel territorio di Parona, che “regalò” al terreno un inquinamento da idrocarburi ancora in corso. Le tecniche che usavano erano avanzatissime e i capannoni abbandonati che usavano come quartier generale erano protetti da un complesso sistema di videosorveglianza e lo stesso nome dell’operazione, “Enigma”, deriva dal pub ormai dismesso di Tromello dove i “vampiri” nascondevano alcuni attrezzi del mestiere e seimila litri di carburante rubato, stoccato in tre grossi materassi gonfiabili. Il perimetro del locale era tenuto d’occhio dai criminali con un circuito di telecamere collegate al computer. 
Prima di N. J. gli ultimi due membri della gang ad essere stati arrestati erano altri due lettoni nello scorso settembre, uno proprio a Terehova e l’altro mentre stava cercando di entrare in Finlandia. 
Nel maggio del 2017, invece, erano state fermate altre sette persone nel primo blitz da parte dei militari dell’Arma.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata