Lunedì 27 Gennaio 2020

Olevano, dopo 3 anni di chiusura hanno... chiuso il ponte per Zeme. E si alza un coro di pernacchie

Il ponte è chiuso, ma stavolta per davvero. 
Mercoledì i tecnici provinciali, alla chetichella (avevano annunciato da qualche settimana che lo avrebbero fatto, ma non quando) hanno collocato delle barriere di cemento, i “new jersey”, per sbarrare il viadotto sull’Agogna che porta da Olevano a Zeme sulla provinciale 14. Era chiuso dal 2015. 
La Provincia aveva dichiarato senza mezzi termini che questo ponte non era stato preso in considerazione tra quelli da riparare entro giugno 2019. 
“Ci dispiace – erano le parole del presidente Vittorio Poma in estate– ma ci sono altre priorità e coi soldi che abbiamo non possiamo sitemarli tutti, come avremmo voluto”. 
Ma fino ai new jersey di sette giorni fa il ponte era chiuso sulla carta. Tutti passavano: gli agricoltori, gli automobilisti e (secondo molte testimonianze) anche le forze dell’ordine. Nessuno controllava né tantomeno faceva le multe. Proprio questa chiusura effettiva rischia di distruggere la microeconomia locale. Si tratta del paradosso di cittadini, quelli della Lomellina, che anziché esultare perché nessuno può più rischiare la vita su un ponte a rischio crollo, si dispera perché quel ponte era l’unica via per non perdere ore in deviazioni impossibili e denaro in carburante. Intanto anche l’opposizione dice la sua. 
“Avevo sentito agricoltori ed esercenti – aggiunge il capogruppo Francesco Bergamasco– disposti a creare una cordata per pagare le riparazioni del ponte con fondi privati. Lo avevano fatto anche a Confienza, ed infatti i tempi erano stati brevissimi. Ma non abbiamo mai avuto risposta da Vittorio Poma, forse perché noi rappresentiamo la minoranza e non l’amministrazione”. 
Ma la chiusura del ponte non è soltanto una questione politica. 
“Tutto questo – aggiunge Giuseppina Favalli della ditta Bieffe in via Marconi, un’officina metallurgica – comporta per la mia azienda ulteriori costi dovuti ai tempi più lunghi e ai chilometri in più da effettuare per arrivare dai numerosi clienti della zona. Non so quantificarli ancora, ma sono ingenti. La viabilità inizia a diventare davvero preoccupante, la mia richiesta è urgente ed è quella di risolvere i problemi delle strade, altrimenti i primi a rimetterci saranno proprio i piccoli imprenditori della zona”. 
Si lamenta anche il barista del Peter Pan, che perderà la clientela da Zeme o degli agricoltori sulla sponda occidentale dell’Agogna. 
“Da quando il ponte è chiuso – spiega l’esercente Marco Tiozzo– ho perso circa 3 mila euro al mese. Ora che è chiuso davvero calcolo di rimetterci quattro volte tanto. Se le cose non cambiassero nel giro di qualche mese sarò costretto a lasciare a casa la ragazza che mi aiuta, assunta tre mesi fa, ed andare avanti da solo, o non ce la farei con le spese. Le tasse sono altissime, tra l’Imu commerciale e la tassa rifiuti, 1.200 euro all’anno, che ovviamente non si abbasserà”. 
Infine parlano gli agricoltori. Le cascine verso Zeme, ma ancora nel territorio comunale di Olevano, non hanno i cassonetti dell’immondizia e quindi conferivano in paese. Anche loro, come quasi tutti, passavano dal ponte sulla 14 mettendoci cinque minuti. Anche loro da mercoledì trovano le barriere di cemento e anche loro se volessero andare comunque nel paese del Museo contadino dovranno passare da Castello d’Agogna. Sempre che il mezzo che guidano pesi meno di 22 tonnellate, altrimenti la deviazione “più rapida” passa per forza da Lomello. 
“L’ordinanza provinciale che chiudeva il ponte – conclude l’agricoltore Ercole Ciampanelli– è piena di “probabilmente”, ancora non sappiamo esattamente cosa abbia il ponte e quanto sia pericoloso. Molti altri ponti ammalorati, perfino Ceretto che ha una crepa sull’asfalto, hanno delle limitazioni. Mettendole anche qui, facendo passare almeno le auto o addirittura solo le biciclette, si potrebbero diminuire i problemi. Ma noi siamo dimenticati da tutti. Io spero che tutti gli agricoltori si organizzino e che si possa proporre ancora una volta di anticipare le spese sui lavori, altrimenti siamo disperati e dobbiamo metterci un’ora anche solo per buttare l’immondizia”.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata