Martedì 21 Settembre 2021

Olevano: domenica 27 ottobre la cerimonia di inaugurazione di due musei contadini!

Morto un museo, se ne fa un altro. Anzi due.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di riaprire il Museo contadino, nella nuova sede al primo piano del circolo ricreativo di via Battisti, entro la festa patronale prevista per domenica 27 ottobre. 
L’allestimento è stato affidato alla curatrice Ilaria Nascimbene, che annuncia anche dei pannelli e un’audioguida a disposizione dei visitatori. 
Intanto anche Alessandra Sartori, proprietaria insieme alla madre Carla Galbarini della tenuta San Giovanni (dove fino alla chiusura dello scorso ottobre sorgeva il Museo di arte e tradizione contadina) organizzerà un proprio allestimento, che forse rimarrà permanente. Entrambi i nastri saranno tagliati durante la festa di San Michele Arcangelo e per il Comune potrebbe presenziare l’europarlamentare Angelo Ciocca, della Lega. 
L’associazione “Amici del museo”, pur perdendo qualche socio, segue l’amministrazione, dati gli ultimi attriti con la Sartori, che li aveva accusati senza mezzi termini di “incuria”. Il budget dell’amministrazione ammonta a 8 mila euro, ma sono stati chiesti contributi alla Camera di Commercio e alla fondazione Cariplo. “Il progetto vuole sette sezioni museali – racconta Ilaria Nascimbene, svelando quello che sarà il nuovo allestimento – che avranno come tema centrale quello del “riso”, insieme a reperti etnografici che appartenevano alle famiglie olevanesi. Sarà una scelta dei reperti migliori che c’erano nella vecchia sede. Gli altri verranno custoditi nel magazzino dell’area ex Gabutti, in via Garibaldi, e non escludiamo di riesumarli per esibizioni temporanee. Di certo non buttiamo via niente, ma anzi diamo un senso molto più coerente all’esposizione”. Un’altra sezione del nuovo museo sarà dedicata al tema culturale, con ricette, proverbi e racconti in dialetto. 
Poi una parte “femminile”, con spazio alle mondine e ai mestieri antichi come il carradore (l’artigiano che riparava i carri) e il maniscalco. 
“Infine – conclude la curatrice – un’altra ala dedicata alle varie fasi della coltivazione, dalla semina alla mietitura, con l’esposizione dei macchinari e di altri strumenti. Ci saranno i pannelli narranti e metteremo a disposizione delle cuffie, vere e proprie audioguide per sentire i proverbi dialettali e i canti delle mondine”.  L’idea è quella di non far pagare alcun biglietto d’ingresso. 
Dal canto suo Alessandra Sartori, negli spazi sgomberati della sua tenuta, pensa a una mostra di quadri di un pittore lomellino quotato, di cui ancora non svela il nome, e forse ad un’altra esposizione permanente di oggetti agricoli e altri reperti, risalenti a più epoche, rivenuti nei suoi terreni. 
I visitatori della festa patronale di San Michele, domenica 27 ottobre, avranno sicuramente di che divertirsi.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata