Giovedì 18 Luglio 2019

Nuova stangata all’ambiente: arriva a Cergnago e Rosasco la superantennona 5G. E la provincia di Pavia batte un altro record negativo: “Rischi per la popolazione”

Dopo aver conquistato il triste record assoluto per lo spandimento fanghi per Cergnago sta arrivando un altro primato che nessuno invidia, pur nella Lomellina, terra di camini, patria delle discariche, casa dell’inceneritore, della raffineria, del maxi elettrodotto Terna. 

Infatti è in arrivo a Cergnago il “super antennone” del 5G, che apre nuovi gravissimi interrogativi sugli effetti delle onde radio sulla salute dei residenti. Una rivoluzione tecnologica tanto nuova da essere praticamente sconosciuta dal punto di vista degli “effetti collaterali”. Ma questo è solo un dettaglio evidentemente trascurabile per i privati che hanno investito 6 miliardi di euro, incassati dallo Stato. Intanto la provincia di Pavia si conferma terra di conquista che, ovviamente, batte ogni record negativo sul piano ambientale. 

In vista dell’espansione sul territorio nazionale di una nuova generazione di rete 5G, che trasformerà le modalità della comunicazione telematica, sono stati individuati 120 comuni italiani, di cui 15 lombardi, in cui installare diverse antenne e strumentazioni a pochi metri dalle abitazioni per la sperimentazione di tale nuova modalità per i prossimi 2 anni. Non si capisce se la sperimentazione sarà nella comunicazione oppure nel calcolare i danni che questa tecnologia fa alle persone, un po’ come avevano insegnato a fare molti anni fa certi “scienziati” tedeschi.

E per capire quale sia il solito ruolo di Pavia – cesso lombardo, basta notare l’attenzione che le superiori autorità rivolgono al territorio in Lombardia. Infatti ci saranno province con zero ripetitori, cioè Milano, Varese, Como, Lecco, Monza, Brescia, Mantova. Province con un ripetitore: Lodi. Province con 2 ripetitori: Bergamo, Cremona e Sondrio. Ma ci saranno soprattutto  province con 8 ripetitori, anzi una sola provincia, ovviamente Pavia, il cesso lombardo. I Comuni dove saranno posizionati i ripetitori sono: Brallo di Pregola, Canevino, Cergnago, Mezzana Rabattone, Rognano, Rosasco, Santa Margherita Staffora e Val di Nizza. 

“La notizia in sé potrebbe sembrare poco importante  - spiega Alda La Rosa, presidente dell’associazione Futuro sostenibile in Lomellina - se non ci fossero alle spalle numerosissimi e documentati appelli degli scienziati che segnalano come l’introduzione di questa tecnologia presenterebbe problematiche assai negative per la salute ed il benessere non solo dell’uomo ma di tutti gli esseri viventi. Numerosi studi scientifici richiamano almeno all’esigenza di un’adeguata e prudente sperimentazione prima di sottoporre l’intera popolazione a questo autentico bombardamento di altissime frequenze radio. Quando si tratta di problematiche ambientali, la provincia di Pavia risulta particolarmente “fortunata” per ciò che riguarda le attenzioni rivolte ad essa da parte degli Enti nazionali e regionali. Infatti crediamo che ben poche altre province abbiano ottenuto un così alto numero di autorizzazioni alla realizzazione di impianti di certa o assai probabile problematicità da un punto di vista dell’impatto ambientale: termovalorizzatori, impianti per la produzione di fanghi, discariche di amianto ecc”. 

La direttrice dell’istituto per la ricerca sul cancro Cesare Maltoni dell’istituto Ramazzini, Fiorella Belpoggi, sul tema ha già fatto suonare un campanello d’allarme. “Sono radiofrequenze del tutto inesplorate – afferma la direttrice dell’istituto di ricerca sul cancro - utilizzarle in maniera così massiccia e diffusa sulla popolazione è rischioso. Fateci studiare gli effetti del 5G. Prima di partire, la nuova tecnologia deve fornire prove di sicurezza! Noi siamo a disposizione”. A fronte di questa situazione Alda La Rosa si domanda su quanto gli amministratori comunali realmente sappiano su questa vicenda e quali siano state le loro eventuali determinazioni.

“Cosa sanno i cittadini - si domanda ancora Alda La Rosa - di questi comuni su ciò che presto verrà realizzato sulle loro teste? Quali iniziative si sono effettuate o si intendono realizzare per informare i cittadini della nostra provincia da parte di amministrazioni pubbliche, forze politiche ed esperti?”.

Ovviamente nulla. Ma forse nelle stanze del potere lombardo qualcuno già sogna mucchi di fanghi accanto all’antennona 5G mentre a pochi passi brucia un deposito rifiuti e transitano camion carichi di amianto. 

Intanto a Mede il Gal spende 7 milioni di euro dei cittadini per il programma “Crescere nella bellezza”: forse per qualcuno inquinare è bellissimo!

(Nella foto l’enorme antenna 5G già installata a Bari, in una immagine del quotidiano “La Repubblica”)


Luca Degrandi © Riproduzione riservata