Venerdì 01 Luglio 2022

Nella terra del rudo, il Clir porta in tribunale i fuggitivi di Robbio e Cilavegna

Da crisi senza ritorno a scontro senza esclusione di colpi. Infatti il Clir ha dichiarato guerra ai Comuni “fuggitivi” di Robbio e Cilavegna decisi ad andarsene sbattendo la porta. E soprattutto senza versare nemmeno un Euro. Così è iniziata una battaglia che si disputerà a colpi di ricorsi. Il Consorzio che si occupa della raccolta dei rifiuti per quasi 50 Comuni della Lomellina ha incaricato un legale per presentare un ricorso al Tar per ottenere l’annullamento della gara di affidamento dei servizi di igiene ambientale indetta dai due comuni in fuga. I sindaci dei due Comuni verrebbero tagliare la corda senza partecipare alle spese sostenute dal Clir e che loro stessi hanno avallato nel tempo all’interno dell’assemblea dei soci. Infatti negli ultimi 10 anni all’interno dell’assemblea dei sindaci i rappresentanti di Robbio e Cilavegna hanno spesso condiviso le scelte, talvolta anche molto onerose, fatte dal Consorzio. Ma il Clir è sempre stato lo specchio della Lomellina dei campanili, delle invidie e delle rivalità personali. Colpa dei sindaci che compongono l’assemblea e che usano il Clir come teatro di scontro, come palcoscenico per tessere alleanze e tradimenti di tipo politico. Basta pensare che nel 2016, anno del buco da 600mila euro nei conti del Clir, il bilancio era stata votato da tutta l’assemblea. Poi, l’anno successivo, con i conti rimessi in ordine dall’ex presidente Manuel Elleboro, il bilancio rimesso in positivo era stato promosso solo da una maggioranza risicatissima. In questo clima il nuovo preside Federica Bolognese non ha potuto far altro che reagire di forza alla scelta di Robbio e Cilavegna di abbandonare il Clir. Anche perché il tentativo di dialogo e mediazione tra le parti, tentato nei giorni scorsi, è miseramente naufragato di fronte all’atteggiamento irremovibile dei due sindaci “ribelli” che, questo è il punto, non vogliono mettere mano al portafoglio.   “Va ricordato – spiegano dal Clir – che i Comuni di Robbio e di Cilavegna hanno contribuito attivamente alle scelte sui più rilevanti investimenti effettuati dal Clir negli ultimi 10 anni. Essi hanno approvato i documenti di indirizzo e le deliberazioni assembleari sottoscrivendo di fatto un obbligo a rispondere solidalmente e pro quota dei costi finanziari e dei relativi ammortamenti, per io prossimi vent’anni. In ragione della dimensione dei costi degli investimenti a loro carico, abbiamo proposto ai Comuni di Robbio e Cilavegna un serio percorso per addivenire alla concertazione suol prezzo dell’uscita dalla compagine societaria, in modo che gli stessi si impegnassero all’esaurimento dei propri obblighi verso la società e verso gli altri soci. Tuttavia non si è riscontrato alcun riavvicinamento tra le parti”. Il Clir aveva anche tentato di convincere i due Comuni a compiere una retromarcia e di desistere dalla volontà di affidare ad altri soggetti il servizio di igiene ambientale. Altro tentativo fallito. 
“Il consiglio di amministrazione del Clir, – è la posizione del Consorzio – ritenendo questo atteggiamento inaccettabile, nel mero interesse della società, soci e de servizio pubblico erogato, ha deliberato di incaricare il proprio legale per proporre ricorso al Tar contro i Comuni di Robbio e Cilavegna per l’annullamento, previa sospensione, della gara d’appalto che reputa illegittima e gravemente lesiva dei diritti e degli interessi della società”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata