Sabato 15 Giugno 2019

Natale nel mondo: in Romania regali anticipati e la danza dell'orso Bacau

Paese che vai, usanza che trovi. Un proverbio che funziona spostandosi tra le regioni italiane, figuriamoci tra le diverse nazioni del mondo. 
E se poi si parla di tradizioni natalizie, si possono trovare usanze meravigliose tra i diversi popoli del globo, curiose ed a volte lontanissime da ciò a cui si è abituati, ma sempre estremamente aascinanti. 
A raccontare i suoi ricordi natalizi per questa volta è Danut Gradinaru, originario della Romania. 
“Il Natale è un grande momento di ritrovamento per tutti i cristiani che festeggiano insieme la nascita di Gesù -  spiega Danut Gradinaru - I festeggiamenti in clima natalizio iniziano però nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, quando San Nicola porta dei dolci e dei piccoli doni per i bambini che sono stati buoni, mentre lascia ramoscelli per quelli disobbedienti. Quei ramoscelli vengono poi appesi dai loro genitori, per ricordare ai bambini un motivo in più per essere buoni!”. Il primo Babbo in Romania si attende inoltre con gli stivaletti puliti e lucidati preparati vicino alla porta d’ingresso, a simboleggiare che il suo arrivo porti con sé anche la prima neve dell’inverno. I festeggiamenti poi proseguono con la vigilia di Natale, tanto attesa tutto l’an no, che viene festeggiata cantando canzoni di auguri, eseguite spesso dai bambini.
 “Ci sono tanti preparativi per la vigilia – prosegue Danut Gradinaru – moltissimi che riguardano anche il cibo. Ci sono dei gruppi che annunciano la nascita di Gesù Bambino con la stella di Natale, una grande stella creata con dei pezzi di legno e di carta colorata. I bambini ricevono in cambio agli auguri soldini o dei dolci, della frutta o dei cioccolatini”. 
Anche i grandi però non festeggiano a stomaco vuoto e la tradizione rumena propone un vasto menù natalizio dove non mancano i piatti tipici, come involtini di verza in salamoia con carne tritata di maiale, la salsiccia, i salumi, l’insalata russa, un piatto di gelatina con i piedi di maiale e il formaggio bianco, che in alcune parti contiene le monetine per avere fortuna nell’anno che viene. 
Ottimi anche i dolci tradizionali, come il panettone rumeno. Per Capodanno, poi, nelle zone rurali della Romania i contadini preparano i cavalli per augurare un anno nuovo felice e fertile, per poi andare a fare un segno su alcuni campi che saranno successivamente seminati. 
“Ci sono ragazzi mascherati da orso, altri da capra che fanno delle piccole commedie teatrali con le loro canzoni, accompagnati dalla fisarmonica e dal tamburo  racconta ancora Gradinaru  Il giorno che precede il capodanno però è il vero momento dedicato ai piccini, alcuni accompagnati dai genitori perchè sono ancora troppo piccoli. Loro portano fiori di carta colorati sistemati come un alberello su un pezzo di legno e fanno gli auguri per il nuovo anno, ricevendo in cambio tanti soldi!” 
Giustamente, non mancano le visite ai più cari e anche una tradizione decisamente particolare, quasi una prova di coraggio. 
“Si riceve dell’acqua santa in chiesa, nei villaggi vicini al Danubio, dove alcuni ragazzi hanno il coraggio di buttarsi nell’ acqua gelida – conclude Danut Gradinaru – i ragazzi nuotano a recuperare la croce lanciata dal prete, perché chi trova la croce sarà fortunato per tutto l’anno e, allo stesso tempo, risentirà il brivido della vittoria per un bel po’ di tempo!”.  

Beatrice Mirimin © Riproduzione riservata