Venerdì 03 Luglio 2020

Museo stretto, il Comune lo amplierà al salone dell’ex Soms

Di certo il nuovo Museo di Arte e tradizione contadina è troppo piccolo. Per questo l’amministrazione starebbe pensando di espanderlo, forse usando il salone dell’ex cinema Soms di via Solferino (nella foto), che va comunque sistemato per via di un brutto crollo del controsoffitto avvenuto alcune settimane fa. 

Per questo intervento l’amministrazione ha messo a bilancio circa 40mila euro per l’ex sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, chiuso dal 1992. 

All’interno dell’ampio locale da 300 posti, dove un tempo si ballava e si discuteva anche di politica, adesso è stipato il materiale museale “di troppo”, cioè che non ha trovato spazio nel nuovo allestimento del secondo piano dell’edificio di via Battisti, e della Pro loco. 

Gli attrezzi che erano sparpagliati nella tenuta San Giovanni della famiglia Sartori - Galbarini sono talmente tanti da aver bisogno di un altro deposito, quello in via Garibaldi. Il locale Soms, di proprietà comunale, è ammalorato. Non avendo praticamente più infissi, i piccioni hanno creato anche un allarme sanitario. 

“Sicuramente bisogna trovare una locazione anche per quei mezzi che oggi si trovano in magazzino e non sono esposti – aggiunge il sindaco Luca Mondin – ed è anche ovvio che, visto che a maggio ci sono le elezioni, il tema “museo” stia a cuore a tutti. Vogliamo tornare a rendere visibili alle persone più attrezzi possibili. Di sicuro è prematuro e forse fuori luogo parlare di “spostamento”, ma i locali ex Soms a noi interessano. I lavori si preannunciano complessi”. 

Il progetto che ha in mente il vicesindaco Luigi Above è quello di prevedere per i prossimi anni, se dovesse ancora trionfare l’attuale maggioranza, una continuità di spesa per riqualificare l’edificio. Alcuni mormorano che tutti gli interventi sono finalizzati soltanto ad adibire l’ex Soms a nuovo museo. Intanto quello attuale, di una sala, è praticamente sempre chiuso al pubblico. Per quest’ultimo sono anche previsti 5mila euro di spesa tra gadget e brochure per attirare le scolaresche. 

“I sopralluoghi di metà febbraio dei funzionari regionali – prosegue il sindaco – per ottenere ancora il riconoscimento a polo museale lombardo li ritengo positivi. L’allestimento multimediale è piaciuto, ora dobbiamo inviare altra documentazione”. Ma il salone Soms, prima di futura sede museale o depandance che sia, ha avuto molti tentativi di riqualificazione andati a vuoto. 

L’ultimo fu nel 2012, in cui alcune famiglie del paese si erano interessate con un famoso marchio di birra per creare al suo interno un pub irlandese. La proprietà sarebbe rimasta comunale per vent’anni. Ma il consiglio comunale bocciò la proposta. Un anno dopo una piccola parte fu venduta per 7mila euro al confinante, al quale il Comune avrebbe dovuto pagare i danni per un’infiltrazione d’acqua. Questo denaro fu poi investito nelle cucine del giardinetto comunale, poco utilizzate.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata