Domenica 22 Maggio 2022

Mura e baluardi: le fortificazioni mortaresi riposizionate nelle strade della città di oggi

La riscoperta di Simone Tabarini, amministratore del blog “Storie di Lomellina”, vigevanese e storico locale

Molte carte antiche mostrano “la fortezza di Mortara”, una struttura maestosa a dieci punte che almeno fino al 1713 proteggeva la città, allora in una terra di frontiera tra i domìni di francesi e di spagnoli. L’ha studiata lo storico locale Simone Tabarini, gestore del blog e della pagina Facebook “Storie di Lomellina”, che ha basato le sue lunghe ricerche sul testo anonimo chiamato “Apologia della Lumellina e di Mortara sua centrale” del 1842.

“Per quanto riguarda la posizione esatta delle mura – rivela Tabarini, 30enne vigevanese che vive a Parona – la sto confrontando con le varie fonti, comprese quelle orali di alcuni anziani della città, e ho ricavato una mappa precisa con la fortezza, elaborata grazie a Google Maps. Racchiudeva parte del centro storico di Mortara, il centro era intorno a piazza Silvabella. Già guardando una buona mappa in rilievo dall’alto si vedono strade e zone che ricordano le “punte” della fortezza, oltre ai “lati bassi” del terreno che probabilmente erano parte delle mura. Bisogna tenere conto che la costruzione della stazione ferroviaria ha distrutto gran parte delle vecchie strade e delle tracce di questa fortezza”. La struttura, segnalata anche in molte carte d’epoca, proteggeva la città. Tra il 16esimo e il 17esimo secolo la Lomellina era considerata zona di frontiera, e divenne parte di un gioco di ruolo strategico tra spagnoli e francesi, che pur di conquistare territori, iniziarono a costruire enormi strutture fortificate. Già nel 1555 su ordine del governatore del Ducato di Milano, la città di Mortara venne fortificata. Per accelerare i lavori e rendere definitivamente inespugnabile la nuova struttura, gli spagnoli costrinsero anche le donne e i bambini a lavorare per erigere le mura. Per entrare nella fortezza si potevano usare solo due accessi, dotati di ponte levatoio. Attorno alle mura c’era un fossato alimentato da acque sorgive. Secondo alcuni scritti non mancavano neanche i passaggi sotterranei per trasportare gli armamenti da una parte all’altra della struttura per proteggere i soldati mentre si muovevano durante gli assedi. “Attorno al 1667 – prosegue Tabarini – la fortificazione subì alcuni rinnovamenti da parte dell’ingegner Gaspare Beretta. Venne demolita definitivamente dopo il 1713, dopo il trattato di Utrecht, una serie di accordi che ponevano fine alla Guerra di successione spagnola e alle ostilità tra i due stati. A differenza della fortezza di Breme, abbattuta dagli stessi iberici, quella di Mortara venne buttata giù dai Savoia lasciando pochissime tracce, fuorché qualche strana salita o discesa che a ben pochi può ricordare cosa si trovava lì poco più di 300 anni fa”.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata